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Da Cuneo a Roma per le Sardine: “Ascolto è stata la parola chiave”

Matteo Manescotto, organizzatore delle Sardine di Cuneo è stato a Roma per l'incontro con i rappresentanti di tutt'Italia: "Non abbiamo cambiato il mondo, ma ci siamo sentiti meno soli".

Cuneo. Domenica 15 dicembre c’è stato l’incontro segreto a Roma con i referenti di tutt’Italia del movimento delle Sardine, anche la provincia di Cuneo era rappresentata da Matteo Manescotto, attivista e organizzatore della discesa in piazza del 30 novembre.

Come è stata organizzata la giornata?
“Siamo stati accolti con un concerto. Eravamo più di 100 e abbiamo lavorato in modo snello e veloce. Devo dire che è stato abbastanza facile perché abbiamo scoperto di essere simili e avere valori comuni. E’ stato facile interagire con gli altri, sebbene non ci conoscessimo prima. Il lavoro era organizzato in tavoli, divisi in base alle regioni; abbiamo discusso dei temi e delle cose da portare nuovamente in piazza”.

Quindi ci sarà una nuova discesa in piazza? Con le stesse modalità?
Sì, ci sarà una fase 2. Vogliamo organizzare mobilitazioni in forme diverse, per il momento non possiamo ancora dirlo per motivi organizzativi, ma sicuramente useremo arte, bellezza e creatività. L’invito è quello di stare aggiornati sulla pagina facebook ufficile 6000 Sardine tutte le notizie verranno veicolate per quel tramite”.

Perchè scendere in piazza se posso far valere la mia idea attraverso uno schermo?
“Oggi più che mai chi scende in piazza lo fa per una motivazione forte. Le persone vogliono esistere, noi esistiamo ci siamo visti nelle piazze. Quella sera non abbiamo cambiato il mondo, ma eravamo meno soli. Non siamo più isolati nel prendere gli insulti da chi usa impropriamente il web. Eravamo tanti piccoli, insieme”.

Dalla politica di oggi, CHIEDETE o PROPONETE?
“In realtà stiamo dicendo che si possono fare le cose anche in modo diverso. Ci sono persone reali con idee diverse, puoi fare anche politica senza crearti un nemico”

Ti riferisci al Decreto Sicurezza?
“Sì, indicare un nemico non è fare sicurezza. Noi parliamo di sicurezza in un altro modo, prima di tutto ascoltando ma successivamente vogliamo capire perchè le persone si sentono insicure. Al contrario, cos’è che ci fa sentire sicuri? Da queste risposte magari possiamo trovare altri problemi”.

Vi siete incontrati allo Spin Time Labs, luogo dove un Cardinale, qualche mese fa, ha riallacciato abusivamente la corrente elettrica ai rifugiati, c’è un motivo preciso?
“In realtà Spin Time Labs un posto pacifico e lontano dall’idea dei centri sociali, come spesso è stato detto. Ci sono persone di tutti tipi e si incontrano le diversità. Noi siamo stati accolti con un bellissimo concerto. Quel luogo è anche una culla dell’arte”.

Ci sono state molte polemiche e fake news in merito al viaggio verso Roma, ve lo siete pagato?
“Assolutamente sì. Nessun “potere forte” ci ha  pagato il viaggio. Quell i che venivano da più lontano, sono stati ospitati dai romani. Abbiamo sfruttato il potere dei social network creando rete. Anche nell’accoglienza c’è stata piena armonia”.

Hai conosciuto Mattia Santori, che tipo è?
“Sì, in Mattia Santori, come molti dei ragazzi che ho incontrato, posso dire di aver trovato intesa. Mattia ha avuto l’idea di non rifiutare la complessità dei temi da trattare, ma usare l’intelligenza. L’intelligenza emotiva. Non è essere buonista: è avere rispetto delle paure degli altri e delle nostre. Mattia comunica con il sorriso ma soprattutto ascolta. Si sforza di ascoltare tutti e accetta le idee altrui, ponendosi con umiltà”

Avete avuto qualche richiesta di appoggio dalla politica nostra?
No, nessuna richiesta ma sicuramente c’è stata un’attenzione. Diciamo che sono venuti in piazza a vedere il fenomeno. Però trovo che questo sia anche un segno di rispetto, capire l’interesse di una fetta di persone, è anche questa politica”.