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Tanti sindaci anche ad Alba per sostenere l’appello della Provincia ad una più giusta ripartizione dei fondi per strade e scuole

L’incontro si è svolto mercoledì 20 novembre in municipio ad Alba, il prossimo sarà a Saluzzo il 25 novembre

Alba.  I sindaci della Granda stanno dimostrando grande adesione all’appello lanciato dalla Provincia per ottenere una più equa distribuzione dei fondi destinati alla manutenzione ordinaria di strade e scuole che vale per i prossimi 15 anni. La folta partecipazione dei sindaci dell’Albese e Braidese all’incontro di mercoledì sera 20 novembre in municipio ad Alba ne è stata la più netta conferma. Durante la terza tappa del percorso, dopo Cuneo e Mondovì, il presidente della Provincia Federico Borgna, accompagnato da quasi tutto il Consiglio provinciale, ha incontrato 57 sindaci tra i quali il sindaco di Alba, Carlo Bo e quello di Bra, Giovanni Fogliato, oltre a quelli di Langhe e Roero provenienti anche da Comuni molto piccoli. Borgna è stato chiaro: “Quella di Cuneo è la terz’ultima Provincia d’Italia nella graduatoria relativa ai finanziamenti da Roma assegnati a tutte le province italiane per strade e scuole e riceve 1.156.581 euro su 250 milioni disponibili. Ci sono Province vicino a noi, molto più piccole, che prendono anche 6 o 7 volte di più a causa di criteri di ripartizione che erano sbagliati e che vanno rivisti oppure, se ciò non fosse possibile, vanno previste risorse aggiuntive per riequilibrare i conti”.

Borgna era stato preceduto dagli interventi dei consiglieri provinciali della zona Massimo Antoniotti, Carla Boffa, Annamaria Molinari e Roberto Passone che hanno sottolineato la necessità di tornare a riconoscere alla Provincia ruolo, risorse e personale per la gestione di un territorio molto vasto, oltre a chiedere allo Stato maggiore attenzione per la manutenzione delle scuole (72 edifici scolastici superiori in gestione alla Provincia e 500 mila euro all’anno a disposizione) e delle strade (3.260 km di strade di cui 914 km solo nell’Albese e Braidese).

Il presidente della Provincia ha ricordato come la legge Delrio del 2014, che doveva riformare le Province, avesse un carattere transitorio in vista della riforma costituzionale che poi non è avvenuta. “Oggi le Province sono in mezzo ad un guado – ha detto – e ci devono dire se andare avanti o tornare indietro. L’aver tagliato risorse e personale senza però diminuirne le competenze, fa sì che ora i servizi ai cittadini arrivino in ritardo o ridotti. E’ la prima volta che succede una cosa del genere: non stiamo chiedendo niente di speciale, solo un trattamento equo”.

Al dibattito sono intervenuti i sindaci dei comuni di Castagnito, Sommariva Bosco, Alba, Bra, Monticello, Verduno, Cortemilia, Gorzegno e San Benedetto Belbo: tutti per chiedere azioni forti di protesta e maggior attenzione dallo Stato. In discussione anche i criteri adottati dal ministero dell’Interno per finanziare le Provincie, criteri che hanno penalizzato la Provincia di Cuneo perché calcolati su una media di alcuni anni (e non altri). Del tutto ignorati anche il criterio dell’estensione geografica e quello della “montanità” del territorio.

Nel rispondere ad alcune domande il presidente Borgna ha riassunto le origini del disagio, ricordando che fino a qualche anno fa il sistema Province era finanziariamente autonomo perché si reggeva su sufficienti incassi provenienti da due tasse (Ipt e Rc auto) e non riceveva contributi statali. “Poi sono iniziati i cosiddetti “tagli” o, per essere più precisi, gli sproporzionati prelievi statali direttamente alla fonte dai bilanci delle Province. Il criterio applicato dallo Stato e che ci ha ammazzati – ha precisato Borgna – è stato quello di basare il calcolo sulla spesa del triennio 2010-2012 (anni in cui la Provincia spendeva meno perché veniva rimborsata dalla Regione per le funzioni delegate che svolgeva) rapportata a quella del 2017 (anno di grandi spese per lo sgombero neve). Inoltre nel 2017 si è verifiacto, casualmente, anche il rimborso totale delle somme che la Regione aveva smesso di versarci negli ultimi anni e che ci ha restituito solo dopo la causa che, come Provincia, abbiamo intentato e vinto. Si è trattato di circa 6 milioni di euro di entrate una tantum che però sono andati a sbilanciare le previsioni statali sui nostri conti. Oggi con quella somma non avremmo difficoltà a chiudere i conti, mentre invece quest’anno non riusciremo ad approvare il bilancio di previsione entro fine anno perché ci mancano i soldi. Non era mai  successo e ci dispiace molto”.

Oggi, dopo la riforma Delrio, dal territorio cuneese vanno allo Stato ogni anno tra gli 11 e i 12 milioni di euro e quest’anno Cuneo ha ricevuto indietro solo 1,1 milione di euro: troppo poco per garantire la manutenzione di strade e scuole, tenendo conto che soltanto per lo sgombero neve si spendono in media 7,5 milioni di euro all’anno oltre a 1 milione per il sale e che per pagare le utenze di tutte le scuole servono circa 4 milioni di euro all’anno.  In particolare, solo per il reparto di Alba nel 2018-2019 la spesa  per la gestione invernale delle strade è stata di 1.750.000 euro. Da qui la proposta di un ordine del giorno, già approvato all’unanimità da tutti i sindaci presenti all’incontro di Alba, da far votare nelle prossime settimane dai Consigli comunali con cui si chiedono a Governo, Regione Piemonte, Unione delle Province Italiane e Parlamento criteri più equi o risorse aggiuntive che possano ridare dignità all’ente e al territorio della Granda. L’ultimo incontro con i sindaci del Reparto di Saluzzo sarà lunedì 25 novembre alle 17.30 all’Antico Palazzo Comunale di Saluzzo.