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Filiera alimentare, novità (negative) in arrivo nel 2020

In arrivo dalla Ue un’altra sgradita sorpresa con l’introduzione obbligatoria di un programma nazionale unico e integrato dei controlli sulla sicurezza e qualità delle filiere alimentari. Previsti aumenti dei costi per le aziende del settore, già duramente provate dall’aumento delle tasse su plastica e zucchero

Non poteva essre più chiaro di così l’industriale Franco Biraghi, presidente della sezione Alimentari di Confindustria Cuneo nell’aprire l’incontro che si è svolto ieri nella sede associativa di corso Dante per presentare “Il cibo è salute”:”Bisogna battere i pugni sul tavolo per evitare che si mandi in malora la filiera. Prima l’aumento delle tasse su plastica e zucchero, ora quello previsto sui controlli. Di questo passo, la maggior parte delle aziende sono destinate alla chiusura”.

E per il settore i problemi non mancano certamente, compresa l’ultima brutta notizia proveniente dall’Unione europea, spiegata dall’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi, intervenuto al convegno insieme al collega assessore all’Agricoltura Marco Protopapa: “Dal 2020, tutti i Paesi Ue dovranno dotarsi di un programma nazionale unico e integrato dei controlli sulla sicurezza e qualità delle filiere alimentari. Ogni anno – ha proseguito Icardi – la Regione riceve 4,7 milioni dalle aziende per il pagamento dei controlli. Secondo stime, il costo salirà a 100 milioni. Dato inquietante”. E questo perché l’Europa vuole applicare il “sistema compensativo” e scaricare l’intero costo dei controlli alle imprese, con una lievitazione dei costi. Un esempio? Chi oggi paga mille, dal 2020 dovrebbe versarne più di ventimila. “Definiremo con esattezza i rincari – hanno cercato di rassicurare gli assessori regionali – e da questo tavolo dovrà uscire un documento unitario da presentare alla conferenza Stato-Regioni per difendere il comparto. Siamo dalla vostra parte, e non permetteremo una manovra così devastante”.

Tante le critiche ma quella più sentita è il fatto che gli enti a cui sono demandati i controlli si sovrappongono nella loro attività, diventando un ulteriore intoppo burocratico – si pensi che gli enti controllori diventano doppi, tripli, addirittura quadrupli – con ovvie e inevitabili ripercussioni sull’organizzazione del lavoro. Senza parlare dell’aspetto più repressivo che preventivo dei controlli. Il presidente Biraghi ha così commentato: “Da sola, la provincia di Cuneo rappresenta il 55% dell’agroalimentare del Piemonte: impossibile ribaltare i costi sui consumatori, nei guai finiranno anche i produttori all’origine”.