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Controllo cinghiali, a gennaio nuovo corso di formazione per proprietari o conduttori di fondi

Organizzato dalla Coldiretti in collaborazione con la Provincia. Il commento del consigliere provinciale delegato Danna

Cuneo. Continua l’attività di controllo della fauna selvatica, ed in particolare del cinghiale. La Provincia di Cuneo si è dotata di un Piano provinciale di controllo del cinghiale dall’aprile scorso che recepisce integralmente il decreto regionale e che riserva una particolare attenzione ai corsi di formazione per proprietari e conduttori di fondi agricoli interessati a partecipare al controllo del cinghiale. In tal senso, l’ente ha concordato un percorso formativo in collaborazione con tutti gli Atc e Ca della Granda e con le associazioni agricole di categoria. Il primo corso teorico è stato organizzato da Coldiretti a giugno scorso ed ha riscontrato grande partecipazione. I proprietari o conduttori di fondi che hanno superato il corso teorico ed erano in possesso di porto d’armi uso caccia in corso di validità, hanno poi potuto partecipare ai corsi sul campo organizzati dalla Provincia, uno a Cuneo ed uno ad Alba.

In tale contesto, a gennaio 2020 partirà un nuovo corso Coldiretti di abilitazione per l’impiego degli impianti di cattura e per i controlli selettivi del cinghiale da parte dei proprietari o conduttori di fondi per contenere i danni in agricoltura. Il corso teorico avrà una durata di 6 ore articolare in due lezioni, cui seguirà la prova finale a quiz. Gli argomenti riguarderanno la normativa vigente, le armi ammesse, i divieti, le misure di sicurezza e le forme di contro previste dal Piano, le modalità d’impiego delle gabbie e dei recinti di cattura, le norme igienico-sanitarie e la destinazione dei capi abbattuti, le modalità di richiesta e di registrazione degli interventi, la biologia della specie, il ciclo biologico e riproduttivo, la dinamica di popolazione e l’habitat. Possono partecipare i proprietari o conduttori di fondi che, su base volontaria, intendono collaborare all’attuazione del Piano e che abbiano compiuto la maggiore età. Coloro che avranno frequentato le 6 ore di corso e superato l’esame finale, potranno ottenere l’abilitazione per il solo utilizzo degli impianti di cattura senza poter abbattere i capi catturati. Se in possesso della licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità, potranno accedere al successivo corso sul campo che sarà tenuto dalla Polizia Locale Faunistico Ambientale della Provincia e che permetterà loro di essere abilitati anche all’abbattimento con arma da fuoco nelle diverse forme di contenimento previste dal Piano.

Il consigliere provinciale delegato, Pietro Danna: “Siamo soddisfatti dell’attivazione di un nuovo corso di abilitazione all’utilizzo dei sistemi di cattura ed al contenimento del cinghiale da parte di Coldiretti, segno concreto che il Piano di contenimento adottato dalla Provincia nei primi mesi del 2019 offre un efficace strumento di tutela a favore dei proprietari o conduttori di fondo. In attesa di un’auspicata riforma del contesto normativo, nazionale e regionale, nel quale la Provincia si trova ad operare per far fronte all’annoso problema del contenimento degli ungulati, invitiamo tutti gli interessati ad iscriversi ai corsi di abilitazione, per concorrere, enti e privati insieme, al superamento della fase critica di questa problematica.

Al momento sono già state rilasciate dall’Ufficio Caccia Pesca Parchi e Foreste della Provincia 48 abilitazioni a detenere gabbie di cattura senza abbattimento diretto, 15 abilitazioni a detenere gabbie di cattura con abbattimento diretto e196 abilitazioni al controllo del cinghiale.

Nel contempo la Polizia locale della Provincia prosegue la sua attività di controllo sul territorio con interventi mirati nei comuni della Granda dove si è registrata la massima presenza dei cinghiali. Nell’arco del 2019 sono stati circa 35 gli interventi notturni finalizzati all’abbattimento del cinghiale ed è in corso una programmazione anche per i prossimi mesi, come per esempio nell’Albese con interventi cadenzati ogni dieci giorni. Infine, gli agenti provinciali sono stati dotati di nuova strumentazione tecnica per facilitare l’individuazione dei selvatici, come la telecamera termica e ottiche di precisione.