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Sanità piemontese da profondo rosso

Un buco di 101 milioni di euro in sei mesi, le proiezioni spingono verso i 200 milioni di perdite a fine anno. Attesi gli incrementi di risorse provenienti da Roma, ma basteranno per mettere una pezza ai bilanci e arginare la carenza di personale medico e infermieristico?

“Profondo rosso” era il titolo del film thriller del 1975 di Dario Argento ma potrebbe essere anche quello della drammatica situazione in cui versa la sanità piemontese nella quale, nei primi sei mesi del 2019, il buco, veramente profondo e più che rosso, ammonta a 101 milioni di euro, registrati nel bilancio consolidato. L’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi rincara la dose: “la proiezione ci porterebbe a una perdita annua intorno ai 200 milioni”. Per quanto riguarda i rimedi l’assessore dice “Ho già incontrato i direttori, dando loro l’obbiettivo di ridurre il disavanzo tagliando gli sprechi e mettendo mano all’organizzazione delle Asl”. Da questo pronunciamento sembra rafforzarsi l’idea che al bilancio poco roseo concorrano molti fattori, tra cui spese non sempre sotto controllo e l’organizzazione forse da rivedere. Comunque sia, quello che è certo è che il bilancio così negativo va ad aggiungersi ad altri problemi altrettanto gravi, come la carenza di personale medico e infermieristico.

La buona notizia proveniente da Roma riguarda l’incremento delle risorse per l’edilizia sanitaria e l’aumento del fondo sanitario nazionale, due miliardi per l’uno e due miliardi per l’altro comparto. Resta da capire quanto questa dotazione finanziaria potrà ovviare all’emergenza finanziaria e di personale che si sta registrando in Piemonte. Altro dettaglio non da poco: questi finanziamenti per la sanità dovranno essere approvati dal Parlamento nella nuova legge di stabilità e si sa quanto possano cambiare le cose in quella sede…

Per l’edilizia il Piemonte dovrebbe ricevere circa 160 milioni, “che sono circa il costo di un nuovo ospedale”. Le opposizioni in Consiglio regionale hanno sollecitato la Giunta affinché vengano sbloccati i 95 milioni di euro necessari per la Città della Salute di Novara, in modo tale che i 160 milioni che ci si augura possano giungere in Piemonte possano essere dirottati interamente ed esclusivamente in nuovi investimenti.

In tutto questo parte interessata sarà sicuramente Fulvio Moirano, ritornato a Cuneo per presiedere la Fondazione del nuovo ospedale unico del capoluogo della Granda, la “Santa Croce e Carle onlus”.  Partito da Cuneo per costruire una carriera ricca di sfide e anche di successi, Moirano dovrà replicare quello che è successo nel territorio di Langhe e Roero, dove la fondazione nata per sostenere la costruzione dell’ospedale unico di Alba e Bra, a Verduno, in 11 anni di vita è riuscita a raccogliere dal territorio oltre 20 milioni di euro. Ci riuscirà Moirano? Cuneo non è Alba, ma al manager ligure le sfide piacciono molto…