Nitrati e inquinamento, Coldiretti non ci sta: la zootecnia cuneese non deve pagare il conto per le colpe altrui

La reazione di Coldiretti contro l’ampliamento delle zone vulnerabili da nitrati di origine agricola, che penalizzerebbe il comparto zootecnico

È urgente che gli Assessori regionali all’Ambiente e all’Agricoltura, Matteo Marnati e Marco Protopapa, predispongano le dovute verifiche rispetto alle contestazioni che la Commissione europea ha avanzato per il mancato ampliamento in Piemonte delle cosiddette “zone vulnerabili da nitrati”, l’80% delle quali in Provincia di Cuneo.

Lo chiede Coldiretti a tutela delle imprese agricole e zootecniche cuneesi che non devono, ancora una volta, pagare il prezzo per l’inquinamento generato principalmente da altri soggetti.

“Ampliare le zone vulnerabili – commenta Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – significa danneggiare l’intero settore primario, a cominciare dal comparto zootecnico che, in questo modo, sarebbe soggetto ad un indubbio svantaggio competitivo. Oltretutto, le nostre aziende sarebbero chiamate a sostenere rilevanti investimenti strutturali, al fine di adeguare le proprie strutture di stoccaggio. Vogliamo conoscere nel dettaglio, quindi, le caratteristiche dei territori potenzialmente coinvolti e le cause delle situazioni di criticità”.

“La nostra richiesta agli Assessori Marnati e Protopapa – prosegue Moncalvo – è di mettere a disposizione tutte le risorse disponibili, utili anche a promuovere percorsi formativi e a sostenere economicamente gli imprenditori agricoli nell’impiego di prodotti innovativi per efficientare la gestione dei nitrati, al fine di evitare una situazione che concretamente metterebbe a rischio un comparto che riveste un importante ruolo economico per il nostro territorio, oltre a generare reddito ed occupazione”.