Niente condono per il bollo auto non pagato

Anche nella Granda sfuma il condono per coloro che non hanno pagato il bollo auto nel periodo dal 2000 al 2010. Tutto per colpa della mancata approvazione di un provvedimento regionale che consentiva al Piemonte di aderire al decreto governativo "Crescita".

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Anche in provincia di Cuneo gli evasori del bollo auto non saranno “graziati” per colpa della mancata adesione della Regione Piemonte al decreto “Crescita”. Il motivo è semplice: alla data del 1° luglio, entro la quale doveva essere approvato un provvedimento regionale per aderire alla norma varata dal governo, in Piemonte non era più operativa la giunta Chiamparino e non lo era ancora quella del neo governatore Cirio. Questa assenza decisionale non ha perciò consentito il condono per gli evasori della tassa automobilistica relativamente al periodo dal 2000 al 2010.

Sarà adesso compito dell’amministrazione regionale trovare il sistema cioè la modalità corretta per recuperare gli 83 milioni di euro che ancora residuano dal totale di 800 milioni non pagati dagli automobilisti piemontesi. L’altra strada è quella di condonare il debito, ma sarebbe un pessimo esempio per gli evasori e per quelli intenzionati a seguirne il non virtuoso esempio. Tra l’altro, proprio nel decennio di riferimento si è già assistito a un aumento progressivo dei “furbetti del bollo” che sono passati dai 114mila del 2000 ai 257mila del 2001, 330mila nel 2004 e 334mila nel 2010. Nel 2018 gli evasori sono diventati 400mila.

Annualmente la Regione incassa dal bollo auto circa 450 milioni.

Questa imposta regionale risale 1999 e veniva riscossa prima dall’Agenzia delle entrate e poi dalla Gec, la società di Cuneo che a causa di uno scandalo giudiziario ha dovuto cedere la riscossione della tassa che prima è passata in carico alla Regione e poi a Soris, già impegnata nell’incasso delle tasse locali per il Comune di Torino e che adesso si occupa anche della lotta all’evasione fiscale. Non sempre, comunque, nel caso del bollo auto, si tratta di evasione vera e propria, in quanto talvolta sono dimenticanze per le quali basta il primo sollecito per far provvedere al pagamento. Così, tra solleciti e ingiunzioni di pagamento, la Regione è riuscita a recuperare buona parte degli 800 milioni di euro che mancavano in cassa per cui, ad oggi, mancano ancora i famosi 83 milioni, il dieci per cento del totale. In ogni caso, tanto per ragionare cifre alla mano, su un totale di 4 milioni di auto circolanti in Piemonte, ogni anno sono circa 350 mila i proprietari che non lo versano il dovuto per il bollo a scadenza.

A suo tempo Chiamparino e la sua giunta avevano rimodulato la tassa, alzandola per redditi più elevati e per le auto più potenti di cilindrata e, al contempo, abbassandola per le fasce deboli e per i veicoli non inquinanti. La campagna anti evasione che quella giunta aveva lanciato, nel 2015 aveva fatto partire 753 mila comunicazioni di avviso bonario, nel tentativo di intercettare almeno il 40 per cento dei mancati versamenti, pari a 80 milioni. Nel 2017, è stata la volta di altre 330 mila ingiunzioni per 200 milioni.

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