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La Langa in tempo di nocciole, vendemmia e tartufi

Un insieme di morbide colline che piano piano con il passare dei giorni cambiano colore e sorgono fuori con le prime luci dell’alba dalle nebbie mattutine

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Siamo ormai in autunno da oltre una settimana e credo sia il periodo più affascinante per la Langa. Un insieme di morbide colline che piano piano con il passare dei giorni cambiano colore e sorgono fuori con le prime luci dell’alba dalle nebbie mattutine. Ma le Langhe non sono solo terra di vigneti e cantine.

Facendo un salto indietro non possiamo non nominare la Sagra della Nocciola di Cortemilia che, nella giornata di domenica 18 agosto ha vissuto una giornata ricca di eventi e appuntamenti per ogni tipo di palato, spinta dalla novità che l’ha vista quest’anno diventare una vera e propria Fiera Regionale che, a partire dal 2020, si trasformerà in Nazionale per dare un’importante valenza al territorio cortemiliese e a tutta l’Alta Langa. La giornata si è aperta con il convegno presso l’ex convento, al quale ha preso parte anche il Presidente della Regione Alberto Cirio, giunto a Cortemilia per festeggiare un evento capace di ottenere il prestigioso titolo di “Fiera Nazionale”.

Nel corso del convegno Cirio ha offerto alcuni spunti interessanti come la proposta del riconoscimento di un’unica associazione di produttori con conseguenza che tale iniziativa darebbe tutela a oltre 1000 aziende del territorio e una maggiore forza di promozione del prodotto nel mondo. All’incontro hanno preso parte anche il presidente dell’Ente fiera della nocciola Flavio Borgna, il sindaco Roberto Bodrito e Carlo Vassallo, AD di Ferrero Germania.

Nelle settimane a seguire si è iniziati con la vendemmia, dapprima le uve bianche, per poi proseguire con le uve a bacca nera. Ancora un paio di settimane per il nebbiolo, in modo da sfruttare gli ultimi sbalzi termici tra giorno e notte per ottenere una migliore concentrazione di zuccheri. Giornate intense sia per il lavoro in vigna che in cantina soprattutto ora nelle fasi di selezione, pigia diraspatura del uva, fermentazioni del mosto e svinatura.

Un periodo questo che traina molto l’affluenza sul nostro territorio di turismo straniero proveniente da tutto il mondo. Un turismo composto da clienti sempre più interessati e curiosi di scoprire e vivere in prima persona il momento della vendemmia, partecipando nella raccolta delle uve, come anche nella ricerca del tartufo.

Arrivato ormai alla 89ᴬ edizione della Fiera il tartufo inebria le tavole di molti locali della Langa e quest’anno oltre a essere già da ora di ottima qualità sembra anche essercene in quantità, garantendo così il giusto rapporto qualità/prezzo. Durante questo periodo (dal 5 ottobre al 24 novembre) sono numerosi gli appuntamenti culturali, musicali e gastronomici, con show cooking e degustazioni. Chef del territorio e non solo gli ospiti di eccezione nella città di Alba.

Battuta di fassona al coltello, uovo in cocotte, tajarin ai 30 rossi, uovo pochet con fonduta, filetto di vitella e per finire sul gelato; sono questi i piatti con gli ingredienti base sul quale vengono grattate le pregiate lamelle di tartufo. Ovviamente poi ogni chef aggiunge il proprio tocco, anche se in questi casi è proprio la semplicità a esaltare il piatto stesso. Ma da quando il tartufo è arrivato sulle nostre tavole? Per rispondere a questa domanda settimana prossima torneremo indietro di qualche secolo e cercheremo di capire la storia e l’evoluzione del tartufo.

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