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Da Confindustria Cuneo, no alla “Plastic tax”: è una tassa iniqua

Mauro Gola "L’inquinamento da plastica deriva principalmente da due fattori: il primo, la diseducazione ambientale dei consumatori e il secondo, l’inefficace sistema di raccolta di questa tipologia di rifiuto. Puntare il dito contro la plastica non è la soluzione."

Cuneo. Confindustria Cuneo esprime forte preoccupazione sull’introduzione della “Plastic tax” sugli imballaggi prevista dal documento programmatico di bilancio 2020.
“Un’imposizione diretta a recuperare risorse ponendo ingenti costi a carico di consumatori lavoratori e imprese, che non ha finalità ambientali, penalizza i prodotti e non interviene sui comportamenti – commenta il presidente degli Industriali Cuneesi, Mauro Gola – . L’inquinamento da plastica deriva principalmente da due fattori: il primo, la diseducazione ambientale dei consumatori e il secondo, l’inefficace sistema di raccolta di questa tipologia di rifiuto. Puntare il dito contro la plastica non è la soluzione. Ben venga la ricerca e innovazione su nuovi materiali più “green”, però occorre tener presente che oggi molta della plastica tradizionale usata per fare imballaggi (es. bottiglie), se raccolta nelle modalità corrette, consente un riciclo quasi totale”.

Le imprese italiane già oggi pagano il contributo ambientale Conai per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica per un ammontare di 450 milioni di euro all’anno, dei quali 350 vengono versati ai Comuni per garantire la raccolta differenziata.

Il Sistema CONAI serve a supportare la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali da imballaggio attraverso un contributo versato dalle aziende produttrici che, nel 2019, versano in media 26.3 centesimi di € per ogni kg di imballaggio in plastica.

Tale costo viene trasferito dal produttore all’utilizzatore con un’incidenza sul prezzo finale della merce.

“Un’ipotesi di aumento di 1 € al kg non è accettabile – prosegue Nicola de Risi, presidente Sezione Chimica Gomma Plastica di Confindustria Cuneo – in quanto l’introduzione di una “tassa sulla plastica” equivarrebbe a una sorta di doppia imposizione e – come tale – sarebbe ingiustificata sia sotto il profilo ambientale che economico e sociale. Il tributo colpirebbe anche i prodotti di imballaggio contenenti materiale riciclato, andando a penalizzare gli enormi sforzi che le imprese stanno compiendo per la completa transizione verso l’economia circolare, sottraendo inoltre importanti risorse per gli investimenti in sostenibilità ambientale”.

“Alla luce degli sforzi che tutto il mondo industriale sta facendo per effettuare la transizione green – conclude il direttore generale di Confindustria Cuneo, Giuliana Cirio – tale misura risulta non solo in completa contrapposizione rispetto a quanto sarebbe naturale pensare, ma rischia anche di compromettere il buon funzionamento del Sistema dei consorzi per la gestione e il riciclo degli imballaggi, che da più di vent’anni ha consentito al nostro Paese di essere leader nell’economia circolare e di raggiungere tutti gli obiettivi europei per il riciclo”.

Il comparto Plastica, in provincia di Cuneo, è formato da 112 aziende e dà lavoro a oltre 2800 addetti.