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Crisi Mahle Saluzzo e La Loggia, Taricco: “scongiurare licenziamenti collettivi”

Il Senatore Mino Taricco, alla luce dei fatti succedutisi in questi ultimi giorni e che interessano il settore automotive del territorio piemontese in Provincia di Cuneo e Torino e nello specifico gli stabilimenti della Mahle, multinazionale tedesca, a Saluzzo e La Loggia, richiama l’attenzione del Ministro dello Sviluppo economico e chiede l’intervento dell’Assessore al lavoro della Regione Piemonte al fine di avviare un tavolo istituzionale e vagliare ogni soluzione possibile per la salvaguardia dei lavoratori coinvolti e delle loro famiglie.

La Mahle, gruppo tedesco che si occupa di componentistica auto, che ha registrato nel 2018 vendite pari a circa 12,6 miliardi di euro, con 79.000 dipendenti in 160 stabilimenti in 30 Paesi, ha annunciato la chiusura dei due siti di Saluzzo (230 dipendenti) e La Loggia (220) con un conseguente rischio per circa 450 posti di lavoro per una probabile delocalizzazione all’estero lamentando la riduzione degli ordini a livello europeo, principalmente nella produzione di motori diesel, che avrebbero notevolmente ridotto la sua capacità produttiva.

Questa accelerazione da parte dell’azienda, non positiva nella giornata di mercoledì, dopo che pareva ci fosse la disponibilità a collaborare con i rappresentanti dei lavoratori per considerare anche in questa occasione possibili misure alternative e a minimizzare il potenziale impatto sui circa 450 dipendenti, deve vedere un impegno immediato della Regione, che è il primo interlocutore e che deve far sentire tutto il suo peso e la sua disponibilità all’impegno soprattutto in vista del tavolo all’Unione industriale del 31 ottobre” afferma il Senatore Taricco “per questo ho sollecitato la Regione ed anche il Governo alla costituzione di un tavolo istituzionale nel più breve tempo possibile, anche alla luce del fatto che nell’incontro di mercoledì  presso l’Unione Industriale, l’azienda avrebbe preannunciato l’avvio di un procedimento di imminente licenziamento collettivo che andrebbe a colpire i lavoratori e le loro famiglie in modo inaccettabile,  e questo va evitato ad ogni costo”.