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“Asti-Cuneo: il gruppo Gavio si assuma le sue responsabilità”

E’ il punto di vista dell’Astra, alla luce della fusione tra il Gruppo Gavio e il fondo di investimento francese Ardian

Sul tema della Asti–Cuneo è intervenuta anche l’associazione degli autotrasportatori Astra, che è partita, per il suo contributo alla discussione, dalla fusione tra il Gruppo Gavio e ARDIAN un importante fondo diinvestimento con sede in Francia. Questa operazione ha dato vita, da quanto si apprende, al secondo player industriale al mondo nella realizzazione e gestione di infrastrutture autostradali con competenzaintegrate nei settori delle costruzioni e della tecnologia.

“Non possiamo che valutare positivamente la notizia che un’azienda piemontese come il Gruppo Gavio si stia espandendo a livello internazionale, un’occasione per il nostro territorio in termini di opportunità economica ed occupazionale – commenta Diego Pasero Presidente di ASTRA CUNEO Associazione trasportatori. – Tuttavia proprio per questo motivo, non riusciamo a capacitarci come avendo a disposizione il secondo player industriale al mondo nella realizzazione di infrastrutture autostradali non si riesca a terminare 8 km di semplice autostrada”. 

“Ormai tutte le grandi aziende si devono porre il problema della sostenibilità sociale, della reputazione e della mission che devono svolgere sul territorio, terminare la A33 non è solo una questione di utilità economica e infrastrutturale, è un riconoscimento ad una comunità che produce ricchezza per l’intero Paese – afferma Domenico Monge portavoce di Piattaforma33. – Lancio un appello al nuovo gruppo affinché si faccia promotore in prima persona del completamento dell’opera, sarebbe un gesto importante e decisivo per superare lo stallo che da decenni danneggia imprese e cittadini”.

Quello dell’Asti–Cuneo è solo uno dei fronti su cui si è impegnata, l’Astra che in questi ultimi anni è intervenuta spesso su questioni relative alla variante di Demonte, al transito problematico in Valle Roja, su cui è noto l’ostruzionismo delle autorità francesi, il raddoppio del Colle di Tenda e le tante problematiche relative alla circolazione in una provincia che si distingue per avere una rete viaria assolutamente inadeguata rispetto ai flussi di traffico attuali. Quello sulla Asti–Cuneo rappresenta un ulteriore e importante contributo alla discussione.