Si lavora per la riqualificazione dell’impianto di depurazione delle acque reflue del rifugio Vallanta foto

Il nuovo impianto, di semplice realizzazione e con gestione e manutenzione facile ed economica, funziona senza dover ricorrere all’energia elettrica e tollera i lunghi periodi di fermo della struttura durante la stagione invernale

Il CAI di Saluzzo, proprietario del Rifugio Vallanta, sta infatti realizzando un importante intervento di riqualificazione con l’allestimento di un impianto che si basa sulla fitodepurazione, sistema di smaltimento naturale delle acque che si basa sul principio di autodepurazione tipico degli ambienti acquatici e delle zone umide, in cui le piante hanno il ruolo fondamentale di creare un habitat idoneo alla crescita della flora batterica, la vera protagonista della depurazione biologica.

Il nuovo impianto, di semplice realizzazione e con gestione e manutenzione facile ed economica, funziona senza dover ricorrere all’energia elettrica e tollera i lunghi periodi di fermo della struttura durante la stagione invernale.

Accanto alla realizzazione del sistema di fitodepurazione è prevista inoltre l’introduzione di dispositivi di risparmio idrico all’interno della struttura, in un’ottica più generale di gestione sostenibile del ciclo delle acque.

Prima dell’inverno verranno completati i lavori di carattere edile mentre in primavera si procederà alla semina delle essenze vegetali che avranno il compito di depurare gli scarichi fognari.

Il Parco del Monviso cofinanzia l’intervento con una somma di 15.000 euro: “si completa – sottolinea il Presidente del Parco del Monviso, Gianfranco Marengo – il programma di miglioramento della gestione delle acque nei rifugi del Parco del Monviso, dopo la realizzazione degli impianti del Quintino Sella e del Giacoletti, posti in essere negli scorsi anni. La quota del rifugio Vallanta ha permesso l’installazione di un sistema di fitodepurazione, altamente ecocompatibile, il cui uso in situazioni altimetriche analoghe è stato recentemente testato con successo. Il Parco del Monviso è lieto di essere al fianco del CAI di Saluzzo e del suo Presidente, Franco Galliano, nella realizzazione di questa importante e significativa miglioria, che rientra anche nell’ottica di miglioramento ambientale che è uno dei fulcri dello spirito della Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso, nel cui territorio si trova il rifugio“.

Le tecniche di fitodepurazione per applicazioni su rifugi in alta quota sono state testate nell’ambito del progetto Fitodepurazione promosso dal Parco del Marguareis (ora parte del Parco delle Alpi Marittime) e finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito del programma Interreg. Alcotra 2007- 2013 (Alpi Latine COoperazione TRAnsfrontaliera Italia-Francia). Nell’ambito del progetto FITODEP è stato realizzato e monitorato un impianto di fitodepurazione al servizio del Rifugio Garelli, posto a quota 2000 m, mentre un altro impianto con concezione analoga è stato realizzato dal SIVOM in Val Cenis (Francia) per un centro turistico. Gli impianti sono stati strutturati per consentire in parallelo una campagna di sperimentazione e monitoraggio sia sui parametri di qualità chimicobiologica, sia sulle piante utilizzabili in tale particolare contesto. I monitoraggi hanno evidenziato rendimenti ottimali, mentre la gestione dell’impianto si è rivelata essere semplice ed economica, e tale da poter essere seguita dal personale che gestisce il rifugio.