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Parte la stagione di ricerca e raccolta dei tartufi bianchi

In Provincia a Cuneo si stanno svolgendo gli esami di idoneità per gli aspiranti cercatori, ogni anno arrivano cento domande

Parte sabato 21 settembre la stagione dei tartufi con l’apertura dell’attività di ricerca e raccolta dopo la mezzanotte di venerdì. Gli esperti “trifulao” piemontesi si attendono una buona stagione, dopo i temporali e il freddo della grandine che rinfrescato il terreno dopo un’estate calda e siccitosa. La raccolta del tartufo nero (scorzone) si è già conclusa con un esito positivo ed ora si spera la stessa cosa anche il pregiato tartufo bianco (Magnatum Pico).

Nel frattempo si stanno svolgendo (giovedì 19 settembre ndr) in Provincia a Cuneo gli esami di idoneità per gli aspiranti cercatori di tartufi soprattutto nell’area di Langhe e Roero, ma anche per altre specie nel Monregalese e su tutto il territorio cuneese lungo la fascia pedemontana. Ogni anno sono circa un centinaio le domande per partecipare alla selezione ed ottenere i tesserini che autorizzano la raccolta dei tartufi nelle zone libere e sono circa 2 mila i cercatori in attività nella Granda.

Della Commissione esaminatrice fanno parte i tecnici dell’Ufficio Tartuficoltura della Provincia e delle due associazioni dei tartuficoltori della Granda. Gli esami sono organizzati sulla base della normativa regionale per la ricerca e la raccolta nelle “zone libere”, da cui sono esentati i raccoglitori di tartufi sui fondi di loro proprietà o comunque da essi condotti o coloro che sono già muniti di abilitazione rilasciata da altre amministrazioni regionali o provinciali. Al superamento dell’esame di idoneità si ottiene il “tesserino” che è valido 10 anni rinnovabili e che attesta il possesso dell’abilitazione alla raccolta dei tartufi su tutto il territorio nazionale. La durata del tesserino (dal 1° gennaio al 31 dicembre) è subordinata al versamento annuale della tassa di concessione regionale (140 euro) da effettuarsi entro il 30 aprile alla Regione Piemonte.

Oltre al regime della “zona libera”, la raccolta del tartufo può essere esercita anche in regime di “zona autorizzata” , dove cioè la raccolta è riservata agli autorizzati che possono accedere sia a tartufaie controllate (cioè create a partire da un bosco naturale per aumentarne la produzione di tartufi), sia a tartufaie coltivate (cioè create con piante micolizzate). La Provincia, tramite i suoi agenti di Polizia faunistica, svolge anche funzioni di controllo sui tesserini, sulle modalità di ricerca e raccolta, lavorazione e commercializzazione dei tartufi. Sono previste pesanti sanzioni amministrative per le violazioni delle norme in materia.