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“Summer School” CeSPeC 2019 a Cuneo, Alba, Savigliano e Mondovì

Sguardi connessi vedere, immaginare, agire nello spazio digitale dal 10 al 14 settembre

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Il CeSPeC (cuneese Centro Studi sul Pensiero Contemperaneo) invita alla prossima «Summer School»,  giunta alla dodicesima edizione, fissata tra il 10 ed il 13 settembre, tra Cuneo, Alba, Savigliano e Mondovì, con la solita partecipazione di «borsisti».
Il tema di questa edizione sarà il rapporto tra tecnologie digitali e cultura visuale. Nello specifico, la scuola metterà a fuoco il carattere specifico delle immagini digitali, il loro significato per la cultura e per la filosofia. Il punto di partenza teorico è che le immagini digitali vanno indagate non come semplice oggetto di contemplazione, ma piuttosto come entità performative che agiscono sulla realtà umana e sociale.
Ci si concentrerà in particolare su tre ordini di problemi: la questione ontologica delle immagini digitali, ovvero il problema del cambiamento di statuto delle immagini in seguito alla cosiddetta «svolta digitale», la questione antropologica, e dunque il ruolo delle immagini digitali per la costituzione della soggettività e per la vita umana; il significato delle immagini e il loro ruolo nella costituzione dello spazio pubblico. L’iniziativa sarà divisa in varie sessioni, che servono anche da orientamento per i candidati interessati a presentare una relazione.
La prima sessione sarà martedì 10 settembre, alle 15.30, a Cuneo, sede «ex Mater Amabilis» su «Passato e futuro delle immagini», avrà carattere introduttivo, e affronterà il tema da un punto di vista storico. I relatori tratteranno il passato e il futuro delle immagini, offrendo interventi relativi al significato della dimensione iconica nella storia del pensiero e della cultura, ma anche presentando gli studi relativi all’evoluzione del problema a partire dalla cosiddetta svolta digitale.
Nella stessa sede, mercoledì 11, dalle 9.30 alle 13, si passerà a «Ritratti. Immagini che conservano». Affronterà il tema soffermandosi sul rapporto tra immagine e memoria. Da un lato, infatti, il ritratto – l’avatar di un profilo social, ad esempio – identifica un utente, pone una relazione determinante tra immagine e identità. Al tempo stesso, tuttavia, la funzione del ritratto – che sia un dipinto o un «selfie» – è quella di conservare un momento, di fungere da testimonianza, con tutti i risvolti etici e simbolici che ciò comporta.

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