Operazione Patroclo, l’inchiesta non sarà spostata a Cuneo

Il Riesame ha respinto la richiesta della difesa ed ha inoltre ribadito la gravità indiziaria, comprovata dalle indagini svolte dalla guardia di finanza, coordinata dal procuratore aggiunto Pradella

Genova. Il Tribunale del Riesame di Genova ha respinto l’eccezione di incompetenza territoriale richiesta dagli avvocati della difesa dei quattro imputati nell’inchiesta denominata “Operazione Patroclo“, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dal procuratore aggiunto di Imperia Grazia Pradella che ha sgominato una vera e propria associazione a delinquere sulla pelle dei migranti ospiti di due centri di accoglienza straordinaria (a Vallecrosia e Sanremo) gestiti entrambi dall’associazione cuneese Caribu. Come motivato dalla pubblica accusa, il reato più grave, ovvero l’autoriciclaggio, si è concretizzato a Sanremo, dove vivevano stabilmente due degli imputati, e non a Cuneo, sede legale della coop, come sostenuto dalla difesa.

Per due dei quattro arrestati, l’avvocato Guido Tabasso, di 67 anni, e Antonella Morra, di 59 anni, il giudice del Riesame ha accolto le richieste della difesa, concedendo gli arresti domiciliari per Tabasso, che essendo sospeso dall’ordine degli avvocati non potrebbe reiterare il reato di cui è accusato, e la remissione in libertà per Antonella Morra per questioni di salute. Per entrambe le posizioni, il magistrato Pradella aveva espresso parere favorevole.

Restano da decidere le misure cautelari per Gianni Morra, 62 anni, e per la compagna Emanuela De Mita, 48. Per entrambi gli avvocati hanno richiesto gli arresti domiciliari, mentre il pm ha insistito affinché restino in carcere.

Il Riesame ha inoltre ribadito la gravità indiziaria, comprovata dalle indagini svolte a Imperia.