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Gran finale per le bovesane «Vie di jazz» foto

L’appuntamento di Roberto Chiriaco è già all’anno prossimo, per la sedicesima edizione.

Boves. Domenica 18, vi è stato il «gran finale» della quindicesima edizione della manifestazione bovesana «Vie di jazz», che ha confermato il grosso successo di pubblico. La Confraternita di Santa Croce era gremita (sin ai banchi della zona absidale) per l’appuntamento «Oltre il cielo – Mia Martini, la vita, le canzoni», protagonista grande talento locale, mellanese (cresciuta in frazione bovesana ma arrivata sin a Milano), la voce di Sylvia Blue Violino (già attesa paio di anni fa), con Massimo Celsi e Renzo Coniglio. La cantante ha confermato la sua grande passione per la scomparsa artista, amata da sempre, abbinando le canzoni dal vivo («Preghiera» eseguita insieme a due giovanissime allieve) ai video proiettati di interviste, una attenta e delicata biografia del personaggio, molto sensibile. Nel programma ha incluse canzoni famose del repertorio cantautoriale da lei interpretate (da «La costruzione di un amore», di Ivano Alberto Fossati, a «Caruso» di Lucio Dalla, al napoletano di Roberto Murolo…). Ha terminato con una poco nota «Con il tempo imparerò» («a non odiare il mondo»), cantata da Mia Martini negli ultimi anni ed incisa dopo la sua morte. È uno spettacolo che si può sperare sia ripetuto, magari in locale con minori problematiche acustiche.

A Villa Berrini, i torinesi «Night Dreamers» («Sognatori della notte»), Simone Garino, Emanuele Sartoris e Dario Scopesi, con il batterista Donato Stolfi a sostituire l’assente Antonio Stizzoli, protagonisti, anche a livello televisivo, con i maggiori artisti italiani, hanno riempito l’anfiteatro, dalle sedie centrale agli spalti di cemento. Hanno dato tanta «velocità» ed energia, presentando loro CD che parla di automobilismo, delle corse, dei campioni (quelli dei primi trofei, Campari e Nuvolari), tutto quel mondo (sin agli operai delle fabbriche, di cui Torino fu la capitale italiana).

Il pomeriggio domenicale ha visto anche un chiaro «abbassarsi» dell’età media degli spettatori…

In Piazza dell’Olmo, la sera, si contavano paio di centinaia di persone, con ingresso a 10 euro (unico a pagamento), per l’ultimo momento, «jazz DOC», con «Drums Limited», un progetto di Luca Santaniello, che ha raccolto, e porta in tour, artisti di livello assoluto: Greg Hutchinson, Emanuele Cisi, Ameen Saleem, Roberto Terenzi. Con qualche prevedibile difficoltà, si può dire che abbia funzionato un «esperimento» di chiusura della piazza, un momento offerto, nell’adeguato silenzio, o quasi, ai «veri» appassionati di jazz (un «Vespro musicale», più che una «Messa»).

Per quanto riguarda i «gruppi giovani emergenti», il spazio per i quali non è stato trascurato neppure quest’anno, sabato 17, in tarda mattinata, protagonisti, in Piazza dell’Olmo, è stato, confermando l’ottima qualità della intera manifestazione, il cuneese «Pellegrino Brothers Trio» («Trio Fratelli Pellegrino», tipico nome locale), con Alessio Pellegrino, Lorenzo Ascani ed Edoardo Pellegrino. Domenica mattina 18, in Confraternita, loro nuovo momento hanno avuto i «Belli freschi – Jazz/Funk/Soul Quartet», con Michele Bruna, Daniele Danzi, Luca Bruno, Giovanni Cismondi, giovani cuneesi dalla grande energia e vitalità, a presentare una loro «cassetta musicale».

L’appuntamento di Roberto Chiriaco, nel saluto finale di domenica sera in Piazza dell’Olmo, è già all’anno prossimo, sedicesima edizione.