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Asti-Cuneo sospesa tra entusiasmo e dubbi

L'Europa darà il via libera o ha pronta la procedura di infrazione a causa delle ipotesi di accordo col Gruppo Gavio?

Cuneo. L’ex ministro Graziano Delrio entra a piedi uniti e stronca senza pietà l’entusiasmo del presidente Cirio per la notizia del via libera del Cipe al nuovo piano del governo per l’Asti–Cuneo. “Non ci sarà nessuno sblocco oggi, purtroppo, della Asti-Cuneo. Toninelli non sbloccherà un bel niente perché, dopo un anno perso a fermare tutto, porta al Cipe una delibera illegittima come già gli ha segnalato correttamente l’Autorità dei trasporti e perché non ha il via libera della Commissione europea, via libera che invece avevamo già ottenuto a maggio del 2018 quando il nostro governo davvero aveva sbloccato l’opera”.

Oltre al via libera del Cipe sono arrivate in effetti anche delle prescrizioni che si aggiungono a quelle già pervenute da parte del Nucleo di consulenza per l’Attuazione delle linee guida per la Regolazione dei Servizi di pubblica utilità (in sintesi Nars…) e alle indicazioni dell’Autorità dei Trasporti. Il nocciolo della questione, sulla quale puntano l’attenzione coloro che smorzano lo stato d’animo giubilante di Regione e Governo,  è sempre l’Europa della quale, da una parte, si dice non serva alcuna autorizzazione preventiva, dall’altra, come sottolinea Delrio: “Il via libera della Commissione europea e dell’Autorità dei Trasporti non può certamente arrivare visto che la nuova ipotesi di accordo con i Gavio, che firmeranno felici la nuova ipotesi, prevede un regalo di centinaia di milioni e la sostanziale consegna a vita della concessione visto che nessuno parteciperà alla gara con un valore di subentro pari a 980 milioni, cioè oltre il doppio del valore limite consentito dai parametri italiani ed europei di concorrenza. Siamo quindi ad una violazione e a un regalo senza precedenti di un bene pubblico ai privati, il tutto a danno della comunità locale che dovrà sopportare ancora propaganda invece che fatti”.

Quindi, l’opposizione sottolinea che l’autostrada si farà ma che la strada imboccata dal Governo rischia di portare a una procedura di infrazione che comporterebbe una forte sanzione economica imposta da Bruxelles.

A questo punto non resta che attendere, come sempre, per vedere chi avrà ragione su un tema che sta sempre più tendendo alla propaganda politica, invece di tenere conto delle esigenze di un territorio, in particolare quello della provincia di Cuneo, con troppi problemi infrastrutturali che aspettano, quelli sì, da troppo tempo, di trovare una soluzione che permetta alla Granda di uscire davvero dall’isolamento a cui è costretta da una politica sempre più distante dai cittadini.

 

 

 

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