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Amministrative, da Mino Taricco una proposta di legge a tutela dei piccoli comuni

Il senatore cuneese insieme ai colleghi Valeria Fedeli, Simona Malpezzi, Giuseppe Luigi Cucca, Dario Stefano, Bruno Astorre, Luciano d’Alfonso, Vincenzo d’Arienzo, Paola Boldrini, Gianni Pittella, Vanna Iori, Daniela Sbrollini, Assuntela Messina, Roberto Rampi, Francesco Verducci, Francesco Giacobbe, Andrea Ferrazzi, Salvatore Margiotta, Ernesto Magorno, Valeria Valente, Alessandro Alfieri, Tatiana Rojc, Anna Maria Parente, Mauro Laus, Edoardo Patriarca, ha presentato in Senato il disegno di legge “Norme in materia di elezioni amministrative nei Comuni al di sotto dei tremila abitanti”. Obiettivo: modificare il T.U.E.L. prevedendo che per i Comuni al di sotto dei 3000 abitanti almeno i 2/3 dei componenti di ogni lista candidata alle elezioni amministrative sia residente nel comune stesso, e che i residenti all’estero non siano computati ai fini del raggiungimento del quorum nel caso di presenza di una sola lista.

Scrive Mino Taricco, senatore cuneese del Partito Democratico.

Il Capo III del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali T.U.E.L. (D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267), all’art.71, disciplina “l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale nei Comuni sino ai 15 mila abitanti”.

Nel corso degli ultimi anni stanno emergendo, con una sempre maggior frequenza, alcune storture causate da comportamenti strumentali e da modificazioni normative che hanno evidenziato difetti della disciplina vigente, soprattutto nei piccoli Comuni e nelle aree a minore densità abitativa e a maggior rischio contrazione demografica, come per esempio la presenza di candidati Sindaco e di liste che nulla hanno a che fare con le Comunità nelle quali si candidano, che si presentano la ove si palesi la presentazione di una sola lista locale, contando sulla riserva elettiva a garanzia delle minoranze. Inoltre, nel caso in cui nelle elezioni amministrative in piccoli comuni sia presente una sola lista, non essendo giustamente prevista in questo caso alcuna forma di voto all’estero per i cittadini italiani residenti all’estero, in molti casi viene messo in discussione il raggiungimento del quorum previsto in modo non coerente con lo spirito della norma.

Entrambe le situazioni generano contesti democraticamente inaccettabili, oltre anche a costi (per esempio nel primo caso rimborsi spese, e nel secondo nuove elezioni) assolutamente non giustificati né giustificabili.

Commenta il Senatore Taricco: “Crediamo sia necessario questo pur piccolo intervento per salvaguardare la democrazia reale, che deve sempre, per quanto possibile, avvicinare le regole formali alla situazione reale che queste intendono governare” 

“E’ per questi motivi che abbiamo presentato questo disegno di legge che chiede che almeno i 2/3 dei componenti la lista candidata a guidare la Comunità al di sotto dei 3000 abitanti siano appartenenti a quella Comunità, in modo da evitare sgradevoli e inaccettabili strumentalizzazioni, e che i residenti all’estero non siano computati ai fini del quorum, salvaguardando il principio condivisibile, ma adeguandolo al nuovo contesto normativo” conclude così il Senatore Mino Taricco.