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Per strada, segnali di ieri e di oggi fotogallery

Dai cartelli dipinti alla stampa digitale a colori su pellicole rifrangenti della nuova norma UNI 11122

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Busca. Non parliamo di segnali che il destino ci manda ma di segnali veri e propri: cartelli stradali. Di quelli che resistono nel tempo e al tempo.

È qui su strada a Sampeyre dagli anni ’50. Meraviglioso. – ci racconta Eros Pessina titolare dell’omonima Pessina Segnaletica srl di Busca – Venivano fatti da mio nonno a smalto o con occhi di gatto americani.

Un tempo, sino agli anni Cinquanta i segnali venivano fatti a smalto con vernici. Poi dall’America hanno iniziato ad arrivare le prime pellicole fluorescenti o l’utilizzo di piccoli occhi di gatto insieme alle vernici. Non ancora molto visibili di notte. Per nulla quelli in vernice. La 3M con sede nel Minnesota è tra le prime aziende a produrre le pellicole rifrangenti a microsfere.  Piccole sfere in vetro incastonate in resina. Il raggio di luce dei fari delle auto riflette sulla pellicola e ritorna indietro con un certo angolo di riflessione più o meno ampio. La svolta arriva negli anni ’90 con le prime pellicole a microprismi al posto delle sfere e tecnologie che permettono di riflettere una grande quantità di luce.

Nel maggio 2019 è stata approvata dalla Commissione Tecnica Centrale dell’UNI la nuova norma UNI 11122 riguardante “Materiali per la
segnaletica verticale – Caratteristiche prestazionali dei materiali per segnaletica verticale con tecnologie a microprismi”. La norma è complementare al nuovo aggiornamento della UNI 11480, in quanto si inserisce nel contesto delle pellicole retroriflettenti, prendendo in considerazione le ultime tecnologie che permettono di realizzare pellicole rifrangenti strutturate a microprismi con prestazioni diverse.

L’innovazione tecnologica procede in modo accellerato ed occorre conseguentemente aggiornare la casistica tipologica in un’ottica di miglioramento della sicurezza stradale e di eliminazione di alcune situazioni di pericolo esistenti sulle nostre strade. Oggi, grazie allo sviluppo tecnologico ed alla ricerca di nuovi prodotti, la tecnologia a microprismi è stata approfondita e permette la realizzazione di diverse tipologie di pellicole rispondenti a tutte le classi di rifrangenza della UNI 11480, dalla classe inferiore a quella base, sino alla superiore.

La pellicola rifrangente, opportunamente lavorata e serigrafata o stampata in digitale, ove necessario, rappresenta la faccia a vista del segnale stradale. Ovvero la parte tecnologicamente evoluta che permette di vedere il nostro pittogramma e la nostra scritta anche in situazioni ambientali più estreme (notte, nebbia, pioggia). Le pellicole retroriflettenti microprismatiche sono costituite da elementi ottici prismatici sigillati in una resina sintetica trasparente. Il fascio luminoso proveniente dai fari delle autovetture in ambiente notturno si rifrange su tale superficie e, a seconda della struttura che incontra, si dirige nuovamente verso gli occhi
dell’automobilista.

Nella norma UNI 11122 vengono evidenziate alcune caratteristiche essenziali delle pellicole retroriflettenti, quali la durabilità e l’invecchiamento accelerato strumentale oltre all’invecchiamento naturale, al fine dell’ottenimento della marcatura CE su tali pellicole.

Al CEN di Bruxelles e al DIN di Berlino – ci racconta Pessina – insieme ai colleghi degli altri stati europei ed ai pochi produttori multinazionali di pellicole rifrangenti scriviamo le norme sugli standard prestazionali sui prodotti da utilizzare. Su mandato della Commissione Europea queste norme diventano cogenti negli Stati membri europei. Poi anche in Italia come coordinatore UNI faccio col gruppo norme tecniche che riguardano tali argomenti. E’ commovente incontrare ancora per strada segnali dipinti. Mio nonno pittore così creava i primi segnali, era arte, era una specializzazione dal dipingere le insegne dei negozi. Oggi esistono persino tecniche di stampa digitale a colori su pellicole rifrangenti. Quanto tempo e quanta tecnologia!

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