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“L’educazione finanziaria resta emergenza nazionale”

Indagine della Commissione italiana sulle società e la Borsa conferma l'importanza di rendere istituzionale il più che ventennale impegno del banchiere europeo e scrittore Beppe Ghisolfi

Solo una famiglia su 10 dichiara di saper mettere a confronto i prodotti finanziari in base al loro livello di rischio, e anche fra chi possiede una conoscenza di base su fondi, azioni e obbligazioni, le difficoltà a quantificare la rischiosità permangono.

L’indagine della Consob, la Commissione nazionale di vigilanza sulle società quotate in Borsa, certifica ancora una volta quello che è un autentico campanello di allarme sociale oltre che economico, ossia la non adeguata cultura finanziaria degli Italiani nella corretta determinazione di relazioni fondamentali come quelle esistenti fra rischio e rendimento, alla base di molti negativi accadimenti e contraccolpi sulla situazione economico-patrimoniale di numerose famiglie al tempo della crisi.
La conferma della importanza, non più rimandabile, dell’inserimento dell’educazione finanziaria nella programmazione scolastica, e comunque di una sua piena promozione sociale e istituzionale come indicato fra le sfide principali calendarizzate dall’istituto mondiale e dal gruppo Europeo delle casse di risparmio, quest’ultimo in riunione questa settimana a Bruxelles, con la partecipazione di Beppe Ghisolfi quale consigliere del primo e vicepresidente del secondo, unico rappresentante italiano nei due consigli d amministrazione.
Il Lessico finanziario di Ghisolfi conferma frattanto posizioni di leadership nelle classifiche librarie sulla finanza personale.