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Cuneo, rifornivano di hashish le piazze della Granda e del Nord Italia: otto arrestati

Gli arrestati, tutti cittadini marocchini, agivano da veri e propri imprenditori della droga

Cuneo. L`operazione “Prezzemolo” ha inizio nel 2014, quando viene arrestato in flagranza un cittadino marocchino pizzicato mentre vendeva hashish a un ragazzo nei pressi di un istituto d’istruzione secondario della città di Cuneo. Le attività investigative scattano immediatamente, sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia di Torino e successivamente
portano all’arresto di altri tre cittadini marocchini con il ruolo di corrieri della droga.

Si tratta di: S.A., classe 1975, trovato con 62-kg di hashish; E.T., classe 1978, fermato con 61 kg e E.N., classe 1978, in possesso aveva 21 kg di sostanza. I corrieri lavoravano per gli otto cittadini di origine marocchina raggiunti dalle misure di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione chiamato “Prezzemolo” della Squadra Mobile, sezione Antidroga, della Questura di Cuneo, lo scorso maggio.

Questi personaggi dimostravano spiccato senso imprenditoriale e agendo come veri e propri “professionisti degli stupefacenti” altamente organizzati e specializzati e il sequestro, però, non ha fermato le attività del sodalizio criminale così le indagini sono proseguite fino ai recenti arresti.
L`attività si è rivelata lunga e complessa (come capita spesso in questi casi, dove è necessario indagare a fondo per assicurare alla giustizia i “pesci grossi” del traffico).

L’operazione “Prezzemolo” ha portato quindi all’eliminazione di un’importante fetta del narcotraffico dell’hashish fuori e dentro la provincia di Cuneo.
L’attività mafioso-imprenditoriale gestita con l’utilizzo di numerosi accorgimenti come la periodica sostituzione delle schede SIM dei cellulari dei trafficanti, l’utilizzo di telefoni pubblici dei phone center e di soprannomi per i vari membri della banda. Il traffico fruttava al gruppo circa 10 euro per ogni grammo.

Sono state otto le misure cautelari emesse, e degli otto soggetti destinatari alle misure, tre sono stati rintracciati sul territorio nazionale, gli altri cinque, per ulteriori reati precedenti, erano già stati espulsi. Presso la casa circondariale di Cuneo sono finiti: D.T., classe 1984, e T.Y., classe 1976, i quali sono stati fermati a Bra, mentre B.M., classe 1986, è stato portato presso la casa circondariale di Alessandria.

Secondo gli inquirenti risalire alla provenienze della sostanza stupefacente è molto difficile, ma tra le ipotesi, quella più probabile sembra indicare proprio il Marocco.