La Compagnia del Birùn con “Alpino Andrea” protagonista a Borgo San Dalmazzo

Dopo «Viasolada» e «pomeriggio di riqualificazione urbana», continua l’annuale programma «(in)differenti»: Alpino Andrea a Borgo San Dalmazzo

Peveragno. La Compagnia del Birùn, dopo il buon successo della «Viasolada», quindicesima edizione, a Pradeboni, il 25 (pranzo al sacco e cena conviviale all’arrivo alla Trattoria della Posta, preceduta da balli occitani a cura di Daniela Mandrile), con duecento partecipanti, nonostante giornata nuvolosa ed umida, fangosa, ha raccolto anche ottima adesione alla giornata di riqualificazione urbana («Ѐ ora di piantarla!», sesta edizione) del 27 (ripuliti iris piantati negli anni scorsi dalle erbacce e messo a dimora nuove piante «autoctone e rustiche»), finita con meritato convivio al «B&B RaRita». Ora invita ad appuntamento teatrale. Sarà ospite della rassegna organizzata dal Comune di Borgo San Dalmazzo commemorazione della Resistenza, con la messa in scena di suo spettacolo in nuova versione «Alpino Andrea», già presentato nel 2016 (tra Peveragno e Cuneo) ma ri-allestito, all’Auditorium Bertello, la sera di venerdì 3 maggio.

È un «omaggio a tutte quelle donne e quegli uomini che hanno saputo resistere all’orrore della guerra con la forza della dignità e dell’amore per la vita». Si tratta di vera testimonianza, del «reduce di Russia» peveragnese, finito prigioniero dei russi, raccolta in sua pubblicazione dallo storico Giovanni Magnino, vissuta in parallelo con le sofferenze dei civili, delle famiglie, a casa.

Una sintesi è stata offerta, la sera del 30 aprile, nella Biblioteca peveragnese, Salone di Casa Ambrosino, nell’appuntamento corale di celebrazione della «Liberazione» («Il diritto di resistere», nell’ambito della rassegna «Tutti gli uomini nascono liberi ed uguali…», protagonisti anche Gigi Garelli, dell’Istituto Storico della Resistenza, Anna Grosso poetessa e scrittrice locale, Nicola Pettorino, scrittore e storico). La rappresentazione è finita con intenso e struggente «Cessate di uccidere i morti».