Il Buongiorno di Cuneo24

Nel 1953 Edmund Hillary, neozelandese, è il primo uomo a scalare l'Everest

Cuneo. Il sole è sorto alle 5:46 e tramonta alle 21:09. Durata del giorno quindici ore e ventitre minuti. Fase lunare: luna calante.

Santi del giorno
San Massimino di Treviri, vescovo.
Santi Sisinnio, Alessandro, Martirio, protomartiri trentini.
Santa Bona da Pisa, vergine.

Avvenimenti
1886 – Il farmacista John Pemberton inizia a pubblicizzare la Coca-Cola.
1913 – A Parigi si tiene la prima del balletto di Igor’ Fëdorovič Stravinskij Le Sacre du Printemps.
1953 – Primo uomo a scalare l’Everest. Per i tibetani è la “madre dell’universo” («Chomolangma»). Per i nepalesi è il “dio del cielo” («Sagaramāthā»). Per l’Occidente è semplicemente il tetto del mondo. Dove per prima sventolò la bandiera britannica. A portarcela fu uno scalatore neozelandese che aprì la strada all’alpinismo estremo Edmund Hillary, che a sedici anni aveva già scalato i rilievi del Southern Alps, a sud della Nuova Zelanda. Edmund Hillary inaugurò l’era dei grandi scalatori dell’Everest, tra cui Reinhold Messner e Peter Habeler che, nel maggio del 1978, lo scalarono per la prima volta senza l’ausilio di ossigeno.
1994 – Va in onda l’ultima puntata della serie Star Trek: The Next Generation, dal titolo Ieri, oggi e domani.

Nati in questo giorno
Noel Gallagher – Nato a Manchester, nel Regno Unito, fino al 2009 è stato il frontman, insieme al fratello Liam, degli Oasis, una delle band più note e di successo del rock britannico. Chitarrista, autore e seconda voce del gruppo, con esso ha venduto più di 70 milioni di dischi. Festeggia oggi 52 anni.
John Fitzgerald Kennedy (1917/1963) – Trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti e il primo di religione cattolica, fu un assoluto protagonista del Novecento. La sua parabola politica, conclusa dal tragico assassinio di Dallas (22 novembre del 1963), segnò un’epoca cruciale della storia americana e non solo.

Eventi sportivi
1985 – La finale della 30ª edizione della Coppa dei Campioni di calcio si gioca a Bruxelles nello stadio dell’Heysel. Manca circa un’ora all’ingresso sul terreno di gioco di Juventus e Liverpool, attese dalle due tifoserie, accorse in massa e divise nei vari settori dell’impianto belga, piuttosto fatiscente e ai limiti dell’agibilità. L’incoscienza delle frange più accese del tifo inglese, i famigerati hooligan, trasforma l’evento sportivo in un tragico fatto di cronaca, destinato a rimanere indelebile nella memoria collettiva. Nell’intento di arrivare allo scontro fisico con i supporter juventini (non appartenenti al tifo organizzato bianconero, presente invece in un altro settore), sfondano le reti divisorie, inducendo gli impauriti spettatori italiani ad ammassarsi contro un muro. La ressa, la paura, l’impreparazione delle locali forze dell’ordine, il crollo del muro producono un tristissimo “bollettino di guerra”: 39 morti e diverse centinaia di feriti. Il telecronista Bruno Pizzul non ha l’immediata percezione dell’entità della tragedia. I delegati dell’UEFA, preoccupati di scatenare ulteriori incidenti, decidono di far svolgere regolarmente l’incontro (quando nel terzo millennio sono sospese, giustamente, per cori razzisti). Alcune reti televisive europee decidono di interrompere il collegamento, valutando di nessun valore la gara calcistica. Il risultato sportivo, 1-0 per la Juventus (rete di Platini su rigore), assegna alla squadra italiana il primo titolo di Campione d’Europa.

Proverbio/Citazione
San Pancrazio, San Servazio e San Bonifazio, il gelo di maggio.
“Più grande è l’impresa più grande è l’errore.” John Fitzgerald Kennedy