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“A Cuneo vent’anni dopo”, opere dell’artista Francesco Paula Palumbo

L’esposizione dal 21 al 30 maggio nella Sala Mostre della Provincia a Cuneo

Cuneo.  “A Cuneo vent’anni dopo” è il tema della mostra di opere postume dell’artista Francesco Paula Palumbo che sarà ospitata nella Sala Mostre della Provincia (corso Nizza 21, angolo corso Dante) a Cuneo dal 21 al 30 maggio tutti i giorni dalle ore 15 alle 19. L’inaugurazione è prevista per lunedì 20 maggio alle 17.

Francesco Paula Palumbo, torinese d’adozione, nasce il 14 marzo del 1917 e muore a Torino il 22 ottobre 2008. Inizia la sua carriera artistica negli anni Trenta sotto la guida del fratello Simone, pittore e scultore diplomato presso l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, quasi coetaneo e collaboratore, agli inizi degli anni Settanta, del noto scultore e pittore Umberto Mastroianni. Per più di mezzo secolo Francesco Paula Palumbo ha lavorato con tenacia ed onestà trasferendo sulla tela le emozioni che solo la natura sa suscitare; così paesaggi, paesaggi innevati, fiori e frutta si offrono agli occhi degli spettatori con dovizia di particolari ed amorevole cura. Le composizioni di fiori e frutta si presentano ordinate, quasi geometriche con colori calibrati e intonati, tali da determinare una piacevole sensazione di equilibrio e rigore. Fantasiose forme dal disegno deciso e sicuro si susseguono creando esuberanti intrecci che riempiono la superficie in tutte le sue parti senza lasciare nessuno spazio libero, così da suggerire un’ispirazione quasi fiabesca nella riproduzione di una realtà immediata e quotidiana. L’atmosfera dei paesaggi è immobile; distese innevate o verdeggianti si spingono lontano punteggiate da paesi e case, i cieli  sono carichi di nuvole, gli animali si raggruppano intorno a improbabili figure umane.

Tutto costruito con sapienza e amore per la natura per la quale l’artista nutre una venerazione particolare. Ma è una natura rivista, ricomposta in un ordine geometrico, quasi severamente matematico, che esprime l’essenza intima, quasi religiosa, delle forme. La tecnica sapiente, il disegno fermo e sicuro sono addolciti da una tavolozza ricca ed equilibrata che anima la composizione con una gamma di colori quasi naif. Una visione del mondo nello stesso tempo razionale e ingenua, equilibrata ed esuberante, che costituisce la cifra stilistica di questo autore. Stile assolutamente personale che non deriva da scuole, o meglio, le attraversa e rivisita tutte, per giungere a una fase finale sua propria. Un itinerario tormentato, che è valso a Francesco Paula Palumbo molti riconoscimenti di critica e di pubblico.