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Scaraventa turista giù da un dirupo: Samuele Viale condannato a 14 anni, era semi infermo di mente

Il ragazzo è difeso dall’avvocato Luca Ritzu del Foro di Imperia

Limone Piemonte. 14 anni. E’ la condanna comminata dal giudice Cristiana Gaveglio per Samuele Viale, in tribunale a Cuneo, l’operaio ventenne limonese accusato di omicidio volontario con l’aggravanti dei futili motivi e della minorata difesa.

Al giovane è stata riconosciuta la semi infermità mentale nel momento di compire l’atto, fatto questo che ha radicalmente diminuito la pena annullando di fatto le aggravanti che gli erano state contestate.  Il pubblico ministero Carla Longo aveva chiesto il massimo della pena, corrispondente a circa 30 anni di reclusione. 

LA RICOSTRUZIONE DELL’ASSASSINIO

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sotto l’effetto di LSD, il 30 maggio 2017, aveva ucciso la sessantenne di Bolsena (VT) nel Lazio, Giuseppina Casasole, con un colpo violento alla nuca, probabilmente infertogli con un bastone o una pietra, per poi buttarla giù da un burrone nel vallone San Giovanni di Limone Piemonte. Secondo quanto testimoniato dallo stesso imputato, senza alcun motivo e senza l’intento di aggredirla.

Dallo stesso giorno, erano scattate le ricerche della vittima da parte dei carabinieri di Cuneo e Borgo San Dalmazzo a seguito dell’allarme lanciato dalla figlia, spaventata del fatto che la madre non era più reperibile e non era tornata a casa. Il giorno seguente, lui stesso aveva confessato il gesto ai carabinieri che lo avevano rintracciato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale. Viale era stato poi condotto al carcere delle Vallette a Torino.

Dopo la prima perizia psichiatrica, Samuele era stato giudicato incapace di intendere e di volere – di parere opposto l’avvocato di parte civile – cosa che gli aveva garantito la scarcerazione e il trasferimento provvisorio al ReMs (Residenza per l’esecuzione delle Misure di sicurezza) di Bra poiché ritenuto comunque soggetto socialmente pericoloso.

Nel mese di giugno 2018, il pm, non convinto della sua infermità mentale, aveva richiesto un nuovo incidente probatorio, consistente in nuove perizie psichiatriche, svolte tra l’agosto e ottobre scorso.