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L’Italia che resiste in valle Roya fotogallery

Da Tenda a Breil-sur-Roya i resti di ciò che rimane della parte di Granda ceduta alla Francia attraverso monumenti, targhe e insegne

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Tenda. L’Italia rimane impressa sui muri della valle.  Parliamo di Tenda, Briga, Libri e Piena, quattro località situate in alta e bassa Roya che matengono ancora in alcuni scorci la loro italianità.

Partendo dagli ex caselli ormai dismessi e stazioni della ferrovia che riportano ancora le scritte in italiano nel comune di Tenda, arrivando infine poco dopo Breil-sur-Roya lungo la strada dove sulla facciata sud dell’abitazione a fianco della palma (ora tagliata) resiste ancora l’indicazione per Libri, l’ex frazione di Olivetta San Michele, dal 1947 annessa alla Francia. Anche i cimiteri non sono da meno, sulla maggior parte delle tombe persistono ancora dediche e ricordi incisi sul marmo nella nostra lingua, anche se su alcune, i nomi sono stati tradotti in francese negli ultimi anni.

Si tratta di località cedute il 16 settembre 1947 a seguito del Trattato di Parigi a fine di ripagare i danni di guerra subiti dai francesi da parte dell’Italia fascista che il 10 giugno 1940 ne aveva dichiarato guerra. Impossibilitati nel protestare, gli “ex italiani” abitanti della valle Roya avevano accettato le clausole dei francesi che già dal 45 avevano imposto un plebiscito per dire “Sì” o “No” all’annessione, riconosciuta da parte dei cugini d’oltralpe come “Rattachement” poiché convinti che la valle Roya sia sempre stata destinata alla Francia nell’arco dei secoli.

Oltre ad alcuni monumenti o insegne nei comuni di Tenda e Briga, è possibile ancora leggere sulla centrale elettrica Paganin la dicitura in italiano dello storico gruppo “Compagnie Elettriche Liguri Cieli”. Un altra costruzione che preserva ancora l’architettura del ventennio fascista è la stazione di Piena situata sopra la statale, ormai da tempo coperta da una rete paramassi al fine di evitare dispersione di detriti in caso di crollo.

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