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Legge sulla montagna, deputato Ciaburro (FdI): “Solo spot elettorale”

"Come Sindaco di un piccolo comune montano leggendo l’art. 10 della Legge resto semplicemente basita"

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Cuneo. Scrive il deputato Monica Ciaburro (Fratelli d’Italia).

 

 

“La nuova legge sulla montagna presentata negli ultimi giorni di attività del Consiglio regionale ed approvata nel penultimo Consiglio utile prima del termine della Legislatura, dimostra apertamente che questa legge altro non è che uno spot elettorale sperando che possa servire al governo regionale uscente per raccogliere voti dalle vallate piemontesi.
Leggendo la legge regionale si può serenamente sostenere che essa non contiene alcunché di utile e di concreto per la soluzione dei problemi delle nostre Alte Terre.

Il fatto medesimo che siano stati stralciati i 2/3 delle misure inizialmente previste dimostra chiaramente che essa dovrà completamente essere rivista dalla nuova Giunta regionale che uscirà dalle urne del 26 maggio.

Come Sindaco di un piccolo comune montano leggendo l’art. 10 della Legge resto semplicemente basita.
Sostanzialmente lo stanziamento di fondi, citato nell’art. 10, altro non è che la volontà di far chiudere i municipi più piccoli, quei comuni che sono un presidio dello Stato nelle nostra vallate, luoghi di tradizione e cultura millenaria.

Purtroppo in base ai criteri di assegnazione la maggioranza dei fondi andrà ai comuni richiedenti o alle unioni montane aventi una maggiore superficie territoriale oppure che già oggi hanno un grande numeri di dipendenti; è per altro evidente che questa scelta altro non farà che tagliare fuori i piccoli comuni.
Il vero problema di questa legge è che non ha assolutamente affrontato quelle che sono i veri e reali problemi delle Alte Terre.

Sono però certa e sicura che dal 27 di maggio il Piemonte potrà riavere una nuova speranza di sviluppo e di attenzione anche a quelle realtà Amministrative che questa Giunta regionale che per troppe volte e con troppi atti ha sempre cercato di sopprimere”.

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