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Aggressioni al personale, la linea ferroviaria Torino-Cuneo tra le più pericolose

Sette episodi da inizio 2019, La Filt Cgil Piemonte lancia l'allarme: “Il fenomeno non è stato arginato e il timore è che sia sottovalutato"

Cuneo. Risale a ieri, sabato 9 marzo, l’ultima aggressione, l’ennesima, ai danni di una capotreno. E’ avvenuta in stazione a Cuneo sul regionale 10202, il primo della giornata diretto a Torino, con una persona recidiva priva di biglietto. La dipendente di Trenitalia che stava svolgendo il suo lavoro ha, per tutta risposta ricevuto spintoni e qualche graffio medicato all’ospedale Santa Croce. Ha poi sporto denuncia.

Con quello di ieri sono già sette gli episodi di aggressione ai danni del personale Trenitalia. La Filt Cgil Piemonte lancia l’allarme: “Il fenomeno non è stato arginato e il timore è che sia sottovalutato.”

Infatti solo venerdì 8 marzo il prefetto di Torino, Claudio Palomba, ha convocato carabinieri, polizia ferroviaria, Trenitalia per valutare le criticità e le possibili soluzioni di quella che risulta tra le linee più pericolose della regione Piemonte. Spintoni, morsi, testate il trattamento che riceve il personale durante i controlli dei biglietti o chiedendo di mantenere un comportamento adeguato durante il viaggio.

Il prefetto ha chiesto che il progetto di sperimentazione delle body-cam, le microtelecamere portatili che i capi treno dovvrebbero indossare in servizio, possano entrare in funzione presto. L’auspicio è che queste microtelecamare possano esser un deterrente alla violenza ma anche una prova in caso di aggressione.

I sindacati, nella persona del segretario generale Filt Cgil provinciale Ivano Esposto, ha dichiarato: “Quello della aggressioni, sia verbali che fisiche, al personale Trenitalia è purtroppo un fenomeno in aumento. Specie negli ultimi anni in cui le stazioni si stanno impoverendo di personale, vuoi per via della tecnologia piuttosto che i cambiamenti riguardanti il mondo dei mezzi di trasporto e allo stesso tempo i tanti episodi che vedono senzatetto cercare ricovero nei vagoni. Quello che auspichiamo è indubbiamente che le forze dell’ordine possano esser più presenti sul territorio con presidi continui e non solo in alcuni orari come accade adesso e lo stesso deve fare Trenitalia con la sua campagna antievasione.”

Abbiamo chiesto anche l’opinione di alcuni passeggeri. Cinzia percorre quotidianamente questa tratta, ha detto a Cuneo24 “Io viaggio in genere in orari da pendolari, sui “miei” treni c’è poco. E’ capitato comunque di viaggiare dalle 19.30 e lì la situazione cambia, prostitute, extracomunitari, persone che non hanno nulla da perdere e sicuramente non pagano biglietto. La soluzione, a parer mio, sarebbe aumentare il pesonale di Polizia. Il personale non può far grandi cose, se non pagano la multa a fatica si riesce a far scendere queste persone con il risultato di far tardare il treno, aumentando il malcontento di pendolari e di chi paga regolarmente il biglietto.

Interpellato anche il comitato pendolari Cuneo-Torino dal quale, Claudio Menegon ha dichiarato: “ Abbiamo fatto presente anche all’ultimo incontro, avuto in Regione il 25 febbraio, della necessità di avere un maggiore controllo e presenza della Polfer a bordo treno in particolare sui treni delle 19.25 e 21.25, sia per la sicurezza dei passeggeri che del personale di Trenitalia. Su quei treni non ci si sente sicuri, e questa sensazione è molto sentita in particolare dalle pendolari.