Quantcast

Bancarotta RotoAlba, arrestate tre persone tra cui l’ex ad Guido Veneziani

I dettagli resi noti stamattina in una conferenza stampa presso la Guardia di Finanza di Cuneo

Alba. Questa mattina, alla conferenza stampa della Guardia di Finanza di Cuneo, erano presenti, il Tenente Colonnello Michele Pagnotta, comandante del Nucleo di polizia economico finanziaria, il Capitano Gabriele Izzo, Comandante della sezione tutela entrate, e il luogotenente Giuseppe Tortone.

Le indagini sulla bancarotta della RotoAlba, avvenuto nel maggio del 2015 cominciarono grazie ad un controllo fiscale di routine. Il Tenente Colonello Pagnotta  dichiara: “i finanzieri subito hanno intuito la situazione disastrosa dell’azienda anche per via di riscontri falsi nei documenti a loro presentati.”

Il fallimento dell’azienda fece perdere il posto di lavoro a circa 130 dipendenti, i quali in seguito scoprirono che l’azienda non aveva versato loro i contributi pensionistici per un ammontare di circa 2 milioni e mezzo di euro. Oltre questo buco, i finanzieri hanno scoperto altri ammanchi per circa 15 milioni di euro. Per questo, l’amministratore Guido Veneziani è stato arrestato e rinviato a giudizio per “bancarotta fraudolenta patrimoniale, distrattiva e preferenziale aggravata dall’ entità del dissesto”. Il processo è cominciato l’ottobre scorso al Tribunale di Asti. 

Si tratta diun caso di grande rilevanza per la provincia di Cuneo che ha portato all’arresto di 3 persone  e messo sotto indagine anche alcuni membri del collegio sindacale, accusati di non aver vigilato sui conti dell’azienda.

Le persone arrestate dovranno versare 1,5 milioni di imposte ciascuno, secondo le stime degli investigatori.  Il Capitano Gabriele Izzo spiega che  “sono stati disposti,  il sequestro di una villa a Santa Margherita Ligure e di una villa a Saint Jean Cap Ferrat,  in Francia. Al momento ci sono la procura di Milano e Bergamo  che stanno indagando sui soggetti coinvolti. Trattasi  di persone che vivono nel lusso;  hanno auto  costose, Ferrari, Porsche, Rolls Royce,  macchine d’epoca, e molto altro ancora. Al momento non è stato disposto il sequestro preventivo dei beni mobili”.

Il curatore fallimentare ha fatto una stima del passivo in oltre 30 milioni di euro, cifra che potrebbe ancora aumentare tenendo conto che ci sono nuovi creditori, tra i quali l’Agenzia delle Entrate.