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Nicola Dutto, storico debutto del pilota cuneese alla Dakar 2019 foto

Sarà il primo pilota paraplegico a partecipare nella categoria moto alla 41esima edizione della gara off road di 5000 km, una sfida straordinaria con partenza e ritorno a Lima in Perù

Cuneo. Nicola Dutto, 48enne di Beinette, la passione per la moto ce l’ha nel sangue. Campione di motociclismo, si è distinto dal 2004 al 2009 per due vittorie a livello europeo nella categoria Baja, oltre a due titoli italiani. Nel 2010 ha subito un grave incidente ma grazie alla sua tenacia è tornato a gareggiare nel mondo che gli appartiene: nella polvere e nel fango delle corse.

Nel 2012 Nicola Dutto, grazie ad alcune modifiche alla sua moto, è risalito infatti in sella alla Ktm e ha potuto correre la Baja Espana Aragon in Spagna (500 km in due tappe), una competizione di riferimento in Europa. Nel 2013 è riuscito a gareggiare alla Baja 500 in Messico, 800 km nonstop su un tracciato particolarmente difficile e faticoso. Quel giorno è stato il primo pilota paraplegico a gareggiare nel Mondiale Desert Race. Nel 2015 gareggiando accanto a piloti normodotati durante il mondiale di Baja ha conquistato il quarto posto assoluto classificandosi come primo tra gli italiani.

Nicola Dutto in questo momento si trova in Perù per una sfida unica nel suo genere: la Dakar, il rally raid più grande al mondo. La gara si svolge dal 1977 e, nel corso di questi anni, la gara ha dato origine a numerose storie di sport e di umanità. Quest’anno al via 534 piloti e co-piloti a partecipare, suddivisi nelle tre categorie: moto&quad, auto e camion.

Tra loro il cuneese che sarà il primo pilota paraplegico a partecipare nella categoria moto ed è pronto, dopo un anno di duro allenamento e preparazione, per affrontare dal prossimo 7 gennaio, fino al 17, i 5000 km che si snodano all’interno della nazione sudamericana. Il percorso dell’edizione 2019 promette di essere impegnativo e stimolante: 10 tappe, con il 70% di terreno sabbioso.

Sono tranquillo e sereno, siamo finalmente arrivati a questo punto – ha commentato Dutto a pochi giorni dalla partenza – so che sarà una gara dura ma se sono qui è perché ho dimostrato di poterci essere e di essere pronto a correre. Mi accompagnano i miei tre fratelli (i tre ghost riders che lo sostengono) e valuteremo la Dakar giorno per giorno, affrontando una sfida alla volta per arrivare alla fine il 17 gennaio”. Un unico obiettivo dunque, quello di concludere il percorso, ma anche di vivere un’avventura affascinante al limite delle capacità umane.

La Dakar per un pilota è come un’Olimpiade per uno sportivo di qualsiasi altra specialità. Con il suo numero, 143, Dutto, oltre all’impresa sportiva, porterà anche un bel messaggio di speranza.

Forza Nicola!