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Chapeau sul palco del Teatro Baretti di Mondovì

Terza data provinciale dello spettacolo di Pippo Bessone e Claudio Dadone

Mondovì. Domenica 10 febbraio 2019 va in scena al Cinema-Teatro “Baretti”, alle 21, lo spettacolo Chapeau, di Filippo “Pippo” Bessone e Claudio Dadone. Si tratta della terza data provinciale dello spettacolo, dopo la tappa a inizio gennaio a Cuneo, dove ha fatto registrare il “tutto esaurito”, e quella di Ceva, città in cui Chapeau è in programma domani sabato 26 gennaio. La tournée è iniziata a dicembre al Teatro Gioiello di Torino.
Lo spettacolo ha svariate sfaccettature: può essere raffinato o scalcinato, comico e riflessivo: per ricondurlo ad un genere già noto, potrebbe essere definito “Teatro Canzone”.

“Chapeau vi stupirà, vi farà commuovere anche un po’, vi farà divertire e anche riflettere”, promette Filippo Bessone.

Tornano in scena Padre Filip, finto prete di un ordine che non esiste, il fedele Padre Iork che duetta con lui in una sorta di improvvisazione studiata e il chierichetto che segue e serve i due “prelati”che abbiamo imparato a conoscere nelle prime edizioni dello spettacolo “L’ora canonica”.
Quest’anno va in scena uno spettacolo completamente rinnovato, che parte dal denominatore comune dei personaggi interpretati da Filippo Bessone: il cappello.
Tutti i personaggi cui il mattatore della serata ha dato vita in passato, e lo stesso Padre Filip che sale sul palco in questo spettacolo, sono stati caratterizzati da un cappello.

Nei Trelilu Bessone ne indossava uno beige, donatogli da un signore di Fossano che lo fece recapitare all’attore dalla moglie, dopo la sua dipartita. Era un buffo cappello, di due taglie più piccolo del necessario, indossato scaramanticamente per tutti i venti anni trascorsi con i Trelilu.
Anche come frontman del trio Paraguai Bessone indossava il cappello: ne alternava parecchi, immaginando che ogni personaggio della storia che stava raccontando si caratterizzasse ulteriormente grazie ad un cappello particolare.
Oggi Padre Filip indossa ancora un cappello, il saturno nero tipico dei preti di una volta: ma basterà cambiare copricapo per far rivivere personaggi di una volta, che racconteranno storie nuove e me-no nuove, ovvero i grandi classici che fa sempre ridere riascoltare, in un carosello musicale, divertente, ironico e riflessivo.

Non mancheranno le più tipiche parabole di Padre Filip e altre simpatiche letture magistralmente tradotte dal piemontese all’italiano dall’indispensabile Padre Iork, alias Azio Citi. Il chierichetto, che conclude la triade comica accompagnandoli con la chitarra, è Luca Occelli e avrà licenza di leggere alcune perle letterarie da lui composte. Sullo sfondo del palco calcato dai tre attori verranno proiettate immagini di opere realizzate da artisti del territorio, tutti legati a Pippo Bessone che li citerà e renderà loro omaggio.

Sul palco con i tre l’orchestra Bluette, diretta da Claudio Dadone che cura gli arrangiamenti e tutte le parti musicali, e composta da Lillo Dadone alla batteria, Benjamin Newton al basso, Daniele Trucco al pianoforte e Joe Vacchetta alle tastiere e alla tromba.