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Lavoro, approvata da Regione Piemonte legge per le nuove sfide del mercato

Pentenero: "Ridisegnare la strategia per l’occupazione in modo da fornire un nuovo approccio che ne rilanci la quantità e la qualità e, nel contempo, ne contrasti i rischi"

Torino. Adeguare il testo unico regionale, che risale ormai a dieci anni fa, ai cambiamenti legislativi intervenuti a livello nazionale e al nuovo assetto istituzionale in materia di politiche del lavoro, tenendo conto delle richieste di maggiore autonomia regionale, contenute nella delibera di attuazione dell’articolo 116 della Costituzione.

E’ l’obiettivo del disegno di legge regionale in sostituzione della legge regionale 34 del 2008, “Norme in materia di promozione dell’occupazione, di qualità, sicurezza e regolarità dell’occupazione”, approvato oggi dalla giunta regionale su proposta dell’assessora al Lavoro Gianna Pentenero.

La legge, che ora sarà sottoposta all’esame del consiglio regionale, prevede uno stanziamento complessivo di risorse pari a oltre 200 milioni di euro per il triennio 2018-2020, principalmente provenienti dal Fondo sociale europeo.

“Consapevole dell’importanza che riveste una politica del lavoro in grado di fronteggiare le nuove sfide che il sistema produttivo del Piemonte, così come i suoi cittadini, si trovano ad affrontare all’uscita dalla crisi più seria degli ultimi decenni, la giunta regionale – spiega l’assessora Pentenero – ha scelto, attraverso questa proposta di legge, di ridisegnare la strategia per l’occupazione in modo da fornire un nuovo approccio che ne rilanci la quantità e la qualità e, nel contempo, ne contrasti i rischi”.

Il progetto di legge introduce semplificazioni normative, tiene conto dell’integrazione tra politiche attive e politiche passive del lavoro e si propone, tra le altre cose, di favorire l’inserimento, il reinserimento e la permanenza nel lavoro delle persone a rischio di esclusione sociale con particolare riferimento ai soggetti svantaggiati e alle persone con disabilità, promuovere le pari opportunità di accesso e permanenza nel mercato del lavoro tra uomo e donna e favorire la crescita professionale delle persone durante tutta la vita lavorativa, anche attraverso la diffusione del sistema di certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali.

Le principali novità contenute nella legge:

– Norme generali. E’ previsto il riaccentramento in capo alla Regione delle funzioni prima delegate alle province.

– Concertazione. Viene introdotta, accanto alla concertazione con le parti sociali, una sede di confronto permanente con le associazioni più rappresentative della disabilità per l’acquisizione di pareri preventivi sui provvedimenti in materia di lavoro e formazione.

– Sistema regionale dei servizi per l’impiego. Viene riaffermata la centralità del servizio pubblico, individuando nell’agenzia Piemonte Lavoro l’ente che coordina i centri per l’impiego, e il carattere complementare dell’apporto dei servizi privati.

– Le politiche attive del lavoro. Tra le novità, vengono semplificati i cantieri di lavoro e l’inserimento lavorativo dei disabili e introdotti nuovi strumenti come la certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali. E’ inoltre previsto che, nelle situazioni di crisi aziendale, la Regione metta in campo attività volte al reinserimento occupazionale dei lavoratori e favorisca, dove ci siano le condizioni, l’acquisizione dell’azienda da parte dei dipendenti che si costituiscono in cooperativa.

-Azioni positive per le pari opportunità tra uomo e donna. Si stabilisce che la Regione e gli Enti locali promuovano azioni volte a garantire il rispetto delle pari opportunità tra uomo e donna nel mercato del lavoro, ad esempio attraverso azioni di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

-Responsabilità sociale delle imprese. Si prevede che la Regione promuova la responsabilità sociale delle imprese, attraverso la promozione, ad esempio, del welfare aziendale.