Quantcast

Francesco rischia di perder l’anno scolastico dopo esser stato respinto dal “De Amicis”

La burocrazia italiana colpisce anche Francesco, ragazzo autistico di Boves, allontanato dall'istituto perchè "troppo difficile da gestire": potrebbe perdere l'anno a causa delle troppe assenze, imposte e non volute

Boves. La storia di Francesco, sedicenne autistico, che frequentava il liceo “De Amicis” di Cuneo è rimbalzata sui quotidiani locali ma anche nazionali. Lui è a casa dallo scorso 18 ottobre perchè l’istituto lo ha considerato “troppo difficile da gestire”. Il web è insorto e tutti hanno dimostrato solidarietà per il caso di Francesco, tantissime le foto pubblicate a sostegno del ragazzo e della sua famiglia attraverso l’hashtag #iostoconfranci.

Forse grazie anche a questa mobilitazione di massa, perchè i social sono anche questo, a fine novembre la famiglia ha incontrato il provveditore di Cuneo, Maria Teresa Furci, con il direttore dell’ufficio scolastico regionale, Fabrizio Manca, insegnanti della scuola, rappresentanti dell’Asl e di altri enti locali, per cercare di individuare un’alternativa agli studi del ragazzo. Dopo l’incontro la situazione delicata sembrava risolta, l’intenzione della famiglia era quella di non far tornare Franscesco sui banchi del De Amicis ma di scegliere per il suo bene un contesto nuovo; la strada intrapresa era di ripartire da gennaio tentando dei percorsi integrati con gli educatori, in accordo anche con l’Asl, per tornare definitivamenta a scuola da settembre prossimo. Così si erano lasciati in seguito all’incontro in provveditorato.
Ma non c’è pace per Francesco e la sua famiglia come ci spiega mamma Claudia “Natale non è ancora arrivato, le nostre valutazioni non si sono ancora concluse, mercoledì abbiamo in programma un incontro con il Dott. Arduino, lo psicologo del centro autismo che segue Francesco, per fare il punto della situazione. Giovedì 13 dicembre riceviamo una lettera dalla dirigente delle magistrali in cui ci viene richiesta la motivazione delle assenze, minacciando una segnalazione alle autorità competente per inadempienza di noi genitori. Possiamo capire che scuola e provveditorato abbiano obblighi burocratici ai quali attenersi ma cià che vedo è che se realmente esistesse la volontà di cotruire e fare insieme si sarebbe potuto agire diversamente. Ad esempio avrebbero potuto convocarci con la neuropsichiatria che segue Francesco, avremmo preparato un foglio congiunto in cui indicare le difficoltà di questi mesi, la volontà di ricostruire e di mandare al più presto Francesco a scuola sollevando noi da questo tipo di responsabilità. Perchè mi sembra chiaro che non sia nostra volontà tenerlo a casa. Siamo amareggiati, delusi e molto arrabbiati. Il nostro legale ha già risposto formalmente sia alla scuola che al provveditorato, agli uffici regionali e in accordo con lui abbiamo deciso di pubblicar su Facebook questa lettera perchè non va bene, non va bene che chi è già in una difficoltà come quella di Francesco per la sua disabilità e tutta la famiglia che da mesi fatica per questa storia venga continuamente presa in giro.”. 

Alla famiglia di Francesco non importa il discorso assenze o bocciatura quello che preme è riuscire a riportarlo nel minor tempo possibile a fare quello che è un suo diritto: frequentare la scuola dell’obbligo come tutti i suoi coetanei.