A Mondovì a un anno di distanza dalla frana che colpì l’Alberghiero tutto, o quasi, come allora

Resta emergenza scuola nel rione Piazza: si è lontani da una soluzione per il Giolitti

Mondovì. Esattamente a 12 mesi dalla frana del 29 dicembre 2017 ancora senza una soluzione per il “Giolitti” che si trova, come allora, senza una sede.

Ripercorriamo insieme questo ultimo periodo. Un anno fa rimbalzava la notizia di una frana di grandi dimensioni: staccatasi a Mondovì, lungo la strada che conduce alla parte alta della cittadina. Partita dall’ingresso carraio dell’istituto alberghiero, sfondò il muro della palestra sottostante, danneggiando anche la condotta del gas e i tubi dell’acquedotto. La palestra, utilizzata dai ragazzi nelle ore di educazione fisica, fu letteralmente travolta dalla frana che sfondò le finestre. Se fosse successo in giorno di lezione poteva essere una tragedia: la collina franata veniva infatti percorsa nei giorni di lezione dai ragazzi per recarsi in palestra. Interrotta la circolazione stradale, al lavoro vigili del fuoco, polizia municipale e tecnici del Comune. Sotto la spinta della frana, è crollata poco dopo le 18 anche la torretta dell’istituto alberghiero.

L’Istituto Alberghiero venne dichiarato inagibile fino al 7 gennaio 2018. A lezioni riprese, dall’8 gennaio, chiusa l’ala della scuola che si affaccia sullo smottamento. Necessario trovare soluzioni per sistemare le 18 classi dell’alberghiero (in quanto due classi saranno impegnate per lo stage mensile dal 10 gennaio): la ex scuola primaria di Piazza, di fronte al polo scolastico, ospita 9 aule, le ex medie di via delle Scuole ne ospitano 4. Le altre troveranno collocazione presso l’istituto “Baruffi” di Piazza (5) e in via Cuneo, presso i Passionisti (1 o 2 aule utilizzabili).

Nel mese di marzo la Provincia di Cuneo affida un incarico peritale per la stima dei danni subiti dagli immobili essendo l’Istituto Alberghiero scuola superiore e dunque di competenza provinciale. Ad ottobre si svolge una manifestazione di solidarietà nei confronti del Giolitti, che vede coinvolti i dirigenti scolastici della provincia di Cuneo. La consigliere provinciale con delega all’Edilizia scolastica, Milva Rinaudo, in merito dichiara che: “Questa Amministrazione si è occupata, dal momento del crollo dell’Alberghiero Giolitti,  insieme ad altri gli altri enti, Regione Piemonte, Comune di Mondovì, Autonomia Scolastica ed Ufficio Scolastico Territoriale,  di arrivare ad una  soluzione concreta dopo un evento così grave ed  imprevedibile. Le oggettive difficoltà economiche  e finanziarie generali, le problematiche del sequestro dell’area, la complessità dell’operatività del servizio scolastico, che è stato comunque garantito in tempi celeri, sono solo alcuni degli elementi su cui stiamo lavorando da quasi un anno con un impegno quotidiano. Gli uffici della Provincia, a questo riguardo, hanno sempre risposto, prontamente a tutte le richieste pervenute alle quali fosse possibile e fattibile dare soluzioni, garantendo la continuità del servizio scolastico. In dieci mesi abbiamo anche lavorato su proposte concrete per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, con notevoli risorse garantite dalstanziati la Regione Piemonte che possano essere utili, con un’intesa condivisa,  ad una nuova organizzazione sul territorio monregalese.”

Fino ad arrivare ad oggi, a tirare le somme. Quello che è chiaro dal 29 dicembre 2017 è che “la dirigenza e la comunità scolastica del richiamato Istituto hanno più volte espresso la loro contrarietà ad essere trasferiti in altra sede qualora essa non consenta l’unitarietà dello svolgimento della sua attività“, e anche che  “i dirigenti degli altri Istituti Superiori cittadini hanno pubblicamente espresso contrarietà alla costruzione di un nuovo plesso ubicato in un quartiere diverso da quello storicamente individuato per le Scuole“, ovvero Piazza. Un recente ordine del giorno, presentato in consiglio provinciale da Pietro Danna, consigliere di area monregalese, in cui su chiede di: “valutare, qualora proposte, eventuali ulteriori soluzioni, e, alla Regione Piemonte, il mantenimento dei fondi già a favore dell’edilizia scolastica monregalese“, ovvero quei 3,5 milioni che rientravano nel piano per la nuova scuola.

Donatella Garello, dirigente dell’Istituto oggi come allora, in merito dichiara: “Rivivo oggi il senso di incredulità, sgomento e allo stesso tempo sollievo perché nessuno si era fatto male. Sono stati 365 giorni di intenso impegno, lavoro, spirito di sacrificio e flessibilità, ingegno ed estro, per adattarci tutti alla situazione che stavamo e stiamo vivendo. Durante questo faticoso anno non abbiamo tralasciato quasi nulla delle attività che avevamo programmato: pratica didattica quotidiana, alternanza scuola/lavoro, visite, manifestazioni, progetti attuati in Italia e all’estero. Abbiamo fatto di necessità virtù, abbiamo sviluppato un forte senso di appartenenza, abbiamo tirato fuori il meglio da noi stessi con coraggio e indomita passione. Siamo esattamente dove e come eravamo l’anno scorso con prospettive incerte per il futuro. L’amministrazione preposta ci ha comunicato recentemente che a febbraio dovremo rientrare nei nostri laboratori, rimanendo invece le aule in tre plessi diversi e  in quattro le palestre. Non possiamo non nascondere amarezza di fronte  alla situazione. Moltissime persone ci hanno scritto, telefonato e sostenuto nei modi più svariati, per non farci sentire soli. A tutti vada la nostra profonda gratitudine. Se è vero che la scuola siamo tutti noi, comunità che la vive ciascuno secondo il suo proprio ruolo, è anche vero che c’è bisogno per noi di una “casa” appropriata e adeguata, solida ed efficiente, per dare pienezza ai tanti laboratori di studio e di attività. È necessaria una scuola che ci permetta di incontrarci tutti, insieme e quotidianamente, per realizzare in modo dignitoso il diritto allo studio e al lavoro. E questo continueremo a ripeterlo all’infinito, con forza e convinzione. Noi andiamo avanti con fiducia, speranza e professionalità, perché questo è quanto si aspettano da noi le nostre studentesse e i nostri studenti. Noi ci siamo, sempre e comunque.

Sembrerebbe chiaro che la soluzione per il “Giolitti” non sarà nè la costruzione di una scuola nuova da costruire all’Altipiano e nemmeno un trasferimento nell’attuale sede del “Baruffi”. Quello che deve rimanere sopra a tutto è che qualunque sia la soluzione non deve esser protratta ancora nel tempo.