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Legge elettorale, Batzella (MLI): “Mancata riforma è clamoroso autogol di Chiamparino”

"Vane e inutili sono state le riunioni in capigruppo. Il Pd ha perso tempo, litigando al suo interno, senza arrivare al dunque e mostrando di non avere alcuna volontà di cambiare la legge"

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Torino.   “Questa Regione non promuove la democrazia paritaria. Il prossimo anno andremo a votare con l’attuale legge elettorale, senza doppia preferenza di genere e con il listino, perché la maggioranza ha mostrato tutta la sua debolezza: nemmeno il presidente Chiamparino è stato in grado di farla arrivare a un accordo. Si è temporeggiato e ora è troppo tardi. E’ una vergogna perché si è persa una grande opportunità”. Lo afferma la consigliera regionale di Movimento Libero Indipendente Stefania Batzella, che aveva sottoscritto la proposta di legge di modifica dell’elezione dell’assemblea legislativa e del Presidente della Giunta regionale che prevedeva la doppia preferenza di genere, con l’obiettivo di favorire un maggiore equilibrio della rappresentanza femminile nel Consiglio regionale. Il Piemonte è tra le poche Regioni che ancora non hanno recepito le indicazioni della legge elettorale nazionale 20 del 2016 per garantire un’effettiva democrazia paritaria.

“Vane e inutili sono state le riunioni in capigruppo. Il Pd ha perso tempo, litigando al suo interno, senza arrivare al dunque e mostrando di non avere alcuna volontà di cambiare la legge. Di cosa avevano paura? Di perdere voti a causa delle donne? La doppia preferenza avrebbe dato semplicemente agli elettori la possibilità di scegliere un candidato e una candidata, sarebbe stato uno strumento in più di democrazia”. “Non avere abolito il listino, poi – conclude Batzella – è stato un ulteriore fallimento. Devono essere i cittadini a scegliere chi eleggere e non i partiti a ‘blindare’ i loro candidati preferiti a prescindere dalle preferenze”.

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