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Spread no stop: Ghisolfi “Re” degli spazi ospiti nazionali alla vigilia della manovra

Il Banchiere europeo oggi a confronto con Bertinotti e Velardi

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Provincia. Stretta creditizia a danno di chi ha bisogno di soldi, e li deve richiedere in prestito a una Banca, e – di contro – una manna per quanti dispongano di risparmi pronti per essere depositati. Questa è “l’aria che tira”, questo è lo spread secondo Beppe Ghisolfi, evoluzione “new millennium” di quella “tassa sui poveri” che – negli anni ’40 – lo Statista Luigi Einaudi indentificava nell’inflazione.

Il Banchiere fossanese, il giorno dopo Rai3, è tornato di nuovo sulle frequenze tv nazionali, intervenendo in diretta sulla 7 da Myrta Merlino, a ribadire questo concetto: perché, ora che l’inflazione non è più a due cifre, a “tassare” i cittadini economicamente più vulnerabili è un altro numero che di cifre ne ha tre: è il “termometro” che misura il divario nella resa fra i titoli pubblici italiani e tedeschi.

“Se il divario sale, vuol dire che i nostri titoli si svalutano, e le banche che li hanno acquistati vedono svalutato il proprio patrimonio e ridotta la possibilità di concedere prestiti o di concederli a tassi accessibili.

Chi ha bisogno di liquidità è più penalizzato, chi possiede liquidità in eccesso chiederà rendimenti più alti”.

Ghisolfi, attuale vicepresidente e tesoriere del Gruppo europeo delle Casse di risparmio (Esvg), nel corso della diretta, nella quale si è confrontato con l’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti e con il giornalista editore Claudio Velardi, ha infine definito “una gigantesca balla” l’aiuto di Stato di parte italiana alle Banche: il Governo tedesco ha speso 200 miliardi per salvare il proprio settore bancario, i Governi italiani in tutto hanno messo in campo non più di 19 miliardi di euro.

Fra dirette tv nazionali, pubbliche e private, e regionali, Ghisolfi si conferma, in uno dei momenti più delicati del dibattito politico economico italiano, il Banchiere opinionista e il volto cuneese maggiormente richiesto dalle più popolari trasmissioni di attualità.

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