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Il prosciutto Crudo di Cuneo Dop alla Fiera nazionale del Marrone

Dal 19 al 21 ottobre, nello stand 65 allestito in via Roma, sarà possibile degustare il prodotto “made in Cuneo” e ricevere informazioni relative all’etichettatura elettronica

Il Consorzio di tutela e promozione del prosciutto Crudo di Cuneo sarà presente da venerdì 19 a domenica 21 ottobre alla XX edizione della Fiera nazionale del Marrone in programma a Cuneo. Lo stand sarà situato in via Roma – stand n.65 – e ospiterà anche i Consorzi di tutela dei formaggi Raschera Dop e Bra Dop.

Presso lo stand, accessibile negli orari di apertura della Fiera (venerdì 19 e sabato 20 ottobre dalle 10 alle 23, domenica 21 ottobre dalle 10 alle 21), i visitatori potranno degustare il prosciutto e ricevere tutte le informazioni su dove poterlo acquistare. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito internet www.prosciuttocrudodicuneo.it.

“Poteva forse mancare il prosciutto Crudo di Cuneo Dop alla Fiera del Marrone, tradizionale kermesse cuneese? Direi proprio di no – afferma la presidente del Consorzio di tutela e promozione del Crudo di Cuneo, Chiara Astesana –. Il prosciutto Crudo di Cuneo Dop è l’unico salume cuneese a potersi fregiare del riconoscimento dell’Unione Europea che lo elegge a salume del territorio di alta qualità e di origine certa dell’area cuneese”.

Tutto il processo produttivo avviene nell’area di produzione che si estende alle province di Cuneo e Asti e a 45 Comuni della provincia di Alessandria: nascita e allevamento del suino, macellazione, lavorazione e stagionatura del prosciutto devono avvenire all’interno di predetta area.

“Il processo produttivo – aggiunge Astesana – è regolato dall’applicazione del Disciplinare di Produzione, approvato dal Ministero delle Politiche agricole e dall’Unione Europea, che prevede l’applicazione di diversi segni identificativi prima sul maiale e poi sulla coscia, in modo da identificare il prodotto dall’inizio del processo produttivo fino alla tavola. Questi segni sono apposti con marchi a fuoco o tatuaggi su ogni singola coscia destinata a produrre il nostro famoso prosciutto, consentono di tracciare in modo inequivocabile il prodotto e offrire al consumatore la massima garanzia sulla sua origine e qualità. Tutte le informazioni del processo produttivo – conclude Astesana -, compresi gli attori che hanno preso parte alla produzione, sono alla fine raccolti nell’etichetta e nel QR Code fissato su ogni prosciutto. Il consumatore può leggere il codice con il proprio smart-phone in macelleria e vedere in tempo reale chi ha allevato il maiale, chi l’ha macellato, chi ha realizzato la stagionatura e quanto è durata”.