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110 e lode per il vino piemontese Annata 2015

E' stato un anno caldissimo con scarse precipitazioni e uve perfettamente sane e mature

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Piemonte.   Settembre, la vendemmia è già iniziata da alcune settimane. Questa è una delle fasi importanti e strategiche per le cantine. Certo, direte voi, senza uva niente vino! La verità è che è proprio nelle ultime fasi di maturazione dell’uva che si decide la qualità e la conseguente tipologia di vino che si potrà ottenere.

In Piemonte si inizia con il Pinot Nero, per la produzione delle bollicine Piemontesi. Quest’anno in particolare molti hanno anticipato leggermente, questo per la scelta di mettere sul mercato un prodotto più fresco. A seguire solitamente si vendemmiano il moscato, i bianchi e una volta arrivati ai rossi in ordine dolcetti, barbera e nebbioli a terminare. Da adesso a fine ottobre sono molto importanti gli sbalzi termici notturni, per una maggior concentrazione di zuccheri, le piogge nelle dosi e momenti opportune per evitare muffe indesiderate.

Ovviamente i tecnici del settore sanno già fare una stima della qualità del prodotto e nulla viene lasciato a caso; da qui i poi il “Testimone” viene passato dall’Agronomo che cura il lavoro in vigna, all’Enologo che procede con le fasi di lavorazione. Un testimone immaginario, perché queste due figure lavorano in costante sintonia e aggiornamento tutto l’anno.

Sarà poi il tempo a confermare il risultato, ecco perché possiamo solo ora confermare che per il Piemonte l’annata 2015 si è rivelata essere da 110 e lode. Se n’è discusso a Piemonte Anteprima Vendemmia 2015, l’annuale incontro promosso da Regione Piemonte, Consorzio Piemonte Land of Perfection e Vignaioli Piemontesi per presentare dati e valutazioni sulla vendemmia appena passata.

L’agronomo Daniele Dellavalle e il giornalista Giancarlo Montaldo, direttore di Barolo&Co hanno illustrato i dati sulla vendemmia 2015: è stata una annata caldissima, con scarse precipitazioni e uve perfettamente sane e mature. Tra i vigneti del Piemonte, la produzione di vino è di 2,47 milioni di ettolitri, (+2,7% sul 2014). In Italia si stima una produzione di circa 46 milioni di ettolitri, con un aumento del 10% sul 2014.

Dunque, una vendemmia di alta qualità per il Piemonte; infatti dalle analisi e valutazioni svolte tutti i vitigni sono collocati nella vetta della classifica. Le 5 stelle dell’eccellenza a Barbera, Nebbiolo, Dolcetto, Grignolino, Cortese ed Erbaluce.

Valore importante da tenere in considerazione è l’export e rappresenta circa il 22% del prodotto agroalimentare piemontese esportato, circa il 20% dell’esportazione vini nazionale. Il Piemonte esporta circa il 60% della sua produzione, che in bottiglie sono: 56 milioni di Asti su 66 milioni totali; 23,8 milioni di Moscato d’Asti su 28 milioni totali; 10 milioni di Barolo su 13; 3 milioni di Barbaresco su 4,5 totali; 11 milioni di Barbera d’Asti su 22; 10,88 milioni di Gavi su 13,6; 2,2 milioni di Roero Arneis su 5,5; 1,8 milioni di Brachetto d’Acqui su 4,4 milioni. Il 70% viene assorbito dai Paesi UE, il restante 30% dai Paesi extra UE.

Un immagine che ho piacere di condividere con voi è che ogni bottiglia esportata sia il nostro migliore biglietto da visita, per far assaporare un pezzo del territorio da dove veniamo. Una parte di noi.

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