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Gian Maria Aliberti Gerbotto: una vita tra i vip per lavoro e mondanità foto

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Lo abbiamo visto sabato scorso mentre sfilava insieme alla fidanzata cuneese Manuela sul red carpet del Monte Carlo Film Festival. La  kermesse dedicata alla commedia, voluta e ideata dal comico Ezio Greggio, tenutasi nel Principato di Monaco. Quella di Gian Maria Aliberti Gerbotto è una vita in mezzo ai vip, un po’ per lavoro e un po’ per mondanità. Il 45enne giornalista e scrittore saluzzese ultimamente è protagonista anche sul piccolo schermo, dove ha debuttato quest’estate ad Unomattina e ora è ospite dei programmi di Gigi Marzullo, sempre su Rai 1.

Gian Maria, come sono le star viste da vicino?
Sono “personaggi da abat-jour”, perché è meglio non accendere troppo la luce, se non si vuole rimanerne delusi.

Delusi? In che senso?
In generale direi che gli uomini belli lo sono per davvero, come per esempio Riccardo Scamarcio che ho avuto il piacere di conoscere l’anno scorso proprio al Festival monegasco. E così vale anche per Raoul Bova, Gabriel Garko, piuttosto che Alessandro Preziosi, Stefano Accorsi o Pier Francesco Favino. Il discorso cambia decisamente per le donne che dal vivo invece sono quasi sempre una vera delusione.

Belli fuori… ma dentro?
Lasciamo perdere, non si salva nessuno, o quasi. Le amicizie nascono e finiscono in pochi giorni. I mie amici veri nel mondo dello spettacolo si possono contare sulle dita di una mano. Penso ad Alessandro Meluzzi, Marco Liorni e pochissimi altri.

La tua ragazza non è gelosa per il fatto che sei sempre in giro a contatto con certe bellezze?
La mia fidanzata è siciliana da parte di padre e di madre calabrese, quindi è gelosa e possessiva per natura. Sarà anche per questo che mi segue spesso nei mie spostamenti! Ha ah ah

Sei anche papà di una splendida ragazzina…
Thea è la cosa più furba che ho fatto nella vita… ed oggi che ha dieci anni è la mia prima fan.

Tra i tanti vip che hai incontrato recentemente, qualche situazione che ti ha particolarmente coinvolto?
Sabato, a Monte Carlo, mi ha fatto molto piacere poter conoscere personalmente il regista Gabriele Muccino. E mi sono divertito a canticchiare con Paola Cortellesi l’ironica canzone su Cuneo che anni fa lei presentò a Zelig.

Ed in tutta la tua carriera?
E’ stato coinvolgente incontrare personaggi come Mike Bongiorno, Faletti, Fiorello e Verdone, ma mi sono davvero emozionato quando ho potuto assistere alle prove private di Giovanni Allevi o Cesare Cremonini, conoscere Saviano, parlare di teatro con Dario Fo e Franca Rame, di religione con il cardinale Tonini, di poesia con Alda Merini, di Ufo con Margherita Hack o anche semplicemente di cucina con Cracco.

Tra le innumerevoli cose che hai fatto, quale rappresenta il tuo fiore all’occhiello?
La mia decennale rubrica di interviste su Vanity Fair me ne ha regalate parecchie, ma direi che poter seguire da vicino papa Francesco nella sua visita torinese è stata l’esperienza più gratificante. A vederlo in tv mi sembrava fin troppo buono, poi invece l’ho visto interagire con i suoi preti nel dietro le quinte e ho capito che sa comandare… e quanto comanda!.

Immagino ci siano stati anche momenti particolarmente impegnativi…
Certamente, non pochi. Ad esempio quando Andreotti ha scritto il capitolo di un mio libro, e così Cossiga di cui poi sono stato anche ospite a casa… Nel bene o nel male, sono personaggi che hanno fatto la storia dell’Italia e anche solo tenere una conversazione con persone di tale caratura non è certo facile.

Nel 2010 il Presidente Napolitano ti ha nominato Cavaliere al merito della Repubblica, ma anche molte Reali (Savoia, Borboni di Spagna e Braganza del Portogallo) ti hanno insignito di importanti attestazioni…
“Sì, ma quello cui sono più affezionato è quello “goliardico” dei Cavalieri dell’Ordine del Tartufo e dei Vini di Alba assegnatomi l’anno scorso, perché è l’unico titolo che mi sono davvero conquistato sul campo: quello della buona tavola! Ah ah ah”.

Hai vissuto anni nel maniero di Castellar e ora vivi in quello di Envie: com’è vivere in un castello?
Molto affascinante, ma anche scomodo perché non ci sono certo le comodità degli appartamenti moderni e che trovo quando vado a trovare la mia ragazza a Cuneo.

Qual è il tuo rapporto con il web ed i social dove sei molto popolare? Il tuo fan club su Facebook supera già i 50mila iscritti…
Sì, ma la cosa più importante è che proprio grazie ai social l’altra settimana è riuscito a rintracciarmi un mio alunno che avevo avuto ad uno dei master dell’Università del Piemonte Orientale dove ho insegnato qualche anno fa e che avevo poi perso di vista. Ora mi ha scritto su Messenger e presto ci rivedremo. Questa è la vera fortuna dell’essere popolare sui social!

Sono sempre più frequenti le tue apparizioni in tv, su Rai 1. E’ nella “scatola” presente nelle case di tutti gli italiani il tuo futuro?
No, quella per me non conta. Mi chiamano spesso e quando posso ci vado, ma io non ho nessuna ambizione a voler entrare in quel settore.

Che cosa vorresti fare?
Il romanziere.

In effetti, nell’ultimo periodo, hai particolarmente intensificato la tua attività di scrittore. Hai già scritto una decina di libri dedicati al mondo dei vip pubblicati da case editrici del calibro di Piemme e Mondadori o distribuiti da Rizzoli e De Agostini, e due mesi fa è uscito “L’ottavo giorno di Katarina”, il tuo terzo romanzo giallo con la prefazione della criminologa Roberta Bruzzone.
La storia si snoda introno alla scomparsa di una donna. Si pensa subito ad un caso di femminicidio, ma alla fine si scoprirà che nulla è come sembra.

La particolarità curiosa per la nostra provincia è che nella trama sono presenti molti volti noti e meno noti della Granda…
Sì, ma non solo perché anche le scene sono tutte ambientate nelle nostra terra e nei più noti locali della zona.  Il protagonista del libro va a cena a Cuneo al ristorante La Chiocciola, assiste agli show cooking del Baladin e va a ballare a Saluzzo all’Interno 2.

E’ vero che stai già scrivendo un nuovo giallo?
Sono già oltre la metà del testo e uscirà a novembre. Si parlerà di un altro tema di cronaca molto caldo e sentito dai cuneesi.

 

La foto di copertina è di Stefano Oggero.

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