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Fabrizio Biolè (Potere al Popolo): ‘Dove era il no faremo il sì!’

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Nell’ambito delle nostre interviste de La domenica “dicuneo” e provincia, abbiamo incontrato Fabrizio Biolè con cui abbiamo intrattenuto una piacevole chiacchierata. Il 40enne sindaco di Gaiola, ex Movimento 5 Stelle, ha aderito a “Potere al Popolo“, la forza politica che si presenterà alle elezioni del 4 marzo nata da un’idea degli attivisti del Centro Sociale “Je so pazz” di Napoli.

D. Sindaco Biolè, come mai ha deciso di sposare la causa di Potere al Popolo?
R. Perchè sia nella metodologia di formazione del movimento, sia in quella di redazione del programma e scelta dei candidati, la più allargata e partecipata possibile, trova la mia piena condivisione. Inoltre larghissima parte dei punti programmatici, anch’essi costruiti in modo aperto e partecipato, corrisponde alla mia visione ed alle battaglie che ho portato avanti in passato sia a livello politico, che amministrativo e volontaristico.
 
D. Che cosa l’ha convinto?
R. Nei metodi: l’apertura a tutte le compagini sociali impegnate in lotte e istanze per il riconoscimento dei diritti di base e per il soddisfacimento dei bisogni primari, in piena linea con la Carta Costituzionale. Nel merito del programma, in sintesi:
– cancellazione del “Job Act” a favore di un sistema lavorativo stabile soprattutto per i giovani, della “Buona Scuola” a favore di un nuovo grande sostegno all’istruzione pubblica ed alle competenza degli insegnanti e della “riforma Fornero” a favore di una previdenza equa e solidale;
– cambio di direzione dell’Europa verso la solidarietà e la cooperazione a scapito della competizione spinta e tutela del made in Italy e del made in Europe senza trattati intercontinentali che rivedano tutela, ambiente e remunerazione dei lavoratori sempre al ribasso;
– Immediato audit del debito pubblico e contestuale rifinanziamento di cultura, istruzione, sanità, sociale a gestione totalmente pubblica tramite le risorse oggi usate per gli armamenti (parliamo di 25 miliardi certificati in un anno!), con una seria imposizione fiscale sui grandi patrimoni e sulle speculazioni finanziarie.
– Ripristino della capacità debitoria degli enti locali a favore di infrastrutture utili alla collettività e degli investimenti nella scuola e nel sociale, con la cancellazione del fiscal compact e soprattutto del pareggio di bilancio. Rinazionalizzazione di Cassa Depositi e Prestiti e separazione bancaria.
– Sostegno all’autodeterminazione, al pieno diritto di libertà sessuale e alla lotta contro la violenza sulle donne; diritto alla casa per tutti e progressivo aumento delle imposte per gli immobili sfitti.
E potrei andare avanti…
Ora, permetta la provocazione: chiedo io a lei (e ai suoi lettori) quale di questi punti possa ritenersi sbagliato…
R. dicuneo.it: Abbiamo introdotto la possibilità di commentare gli articoli proprio per questo. I lettori, eventualmente, si esprimeranno.

D. Ritiene quello di Potere al Popolo un progetto in grado di proseguire anche dopo le elezionia prescindere dal risultato elettorale?
R. Ne sono assolutamente convinto, perchè è nato come metodo, per permettere a moltissime persone che non trovano da anni alcuna attenzione alla propria “domanda” o “esigenza”, di mettersi in gioco in prima persona per costruire insieme il percorso di risposta. Ed è fortemente auspicabile, perchè, posto che il quorum del 3% verrà raggiunto (ne sono sicuro), lo spirito di Potere al Popolo avrà la necessità – e la caparbietà – per insinuarsi positivamente all’interno di tutte le istituzioni e di tutti gli strati sociali, dimostrando che buona parte dei luoghi comuni di cui siamo pervasi sono inconsistenti: che non vi siano le risorse, che ce lo chieda sempre l’Europa, che chi migra ci rubi il lavoro, ecc ecc…sono tante facce della stessa medaglia: quella del sistema politico-economico liberista, il quale ha catastroficamente fallito previsioni e azioni, ma che continua a lanciarci negli occhi il fumo di affermazioni e situazioni allo stesso funzionali.
In primis le risorse ci sono, e in abbondanza: sono solo male distruibuite e ancor peggio utilizzate. In secondo luogo facciamo in modo che l’Europa ci chieda altre cose e soprattutto che ci dia giustizia sociale, equità e strumenti di cooperazione. E infine: è il percorso politico-sociale italiano degli ultimi anni che ci “ruba” il lavoro e dunque il futuro, non di certo l’umanità che sfugge da guerre e carestie!
 
D. Lei da sempre sostiene importanti battaglie per la tutela della natura e dell’ambiente. Su questi argomenti, cosa può fare Potere al Popolo?
R. Cito per sommi capi il programma sull’ambiente: la questione ambientale è una emergenza ed è amplificata dal modello capitalistico predatorio che spezza e distrugge ecosistemi e interi contesti umani e naturali. In Italia TAV, TAP, le trivellazioni, il consumo di suolo, il sotterramento dei rifiuti pericolosi ecc sostengono la logica univoca del profitto e i governi recenti hanno legiferato a favore di tale impostazione: ad esempio Sblocca Italia, decreti Madia, neutralizzazione della VIA.
Potere al Popolo vuole tra l’altro:
– mettere in sicurezza il territorio, i beni comuni e il patrimonio storico unici al mondo con pianificazioni partecipate fondate sull’interesse collettivo
– reinvestire le risorse per le Grandi Opere Inutili su un piano di sicurezza idrogeologica e sismica nazionale
– una nuova politica energetica e Piani Energetico Nazionale basati sulla democrazia territoriale contro un modello centralizzato.
– la moratoria sui nuovi progetti estrattivi fossili, dirottando i sussidi pubblici (16 miliardi all’anno) sulla creazione di posti di lavoro nelle energie rinnovabili e in ricerca.
– l’uscita dal carbone entro dieci anni, uso di biomasse esclusivamente da scarti e stop alle infrastrutture energetiche coma TAP e Poseidon.
– una legge seria contro il consumo del suolo, l’aumento delle dotazioni urbanistiche pubbliche, lo stop alla cementificazione delle coste e il recupero delle spiagge.
– un piano di bonifica dei siti inquinati e il monitoraggio della salute della popolazione interessata.
– investimenti sulla mobilità sostenibile e sulla ciclabilità e un TPL che superi la prevalenza del trasporto su gomma.
– una politica dei rifiuti verso il massimo recuopero di materiale, incentivando i prodotti durevoli e con la messa al bando dell’incenerimento a favore di una transizione verso “Rifiuti Zero”.
– La ripubblicizzazione nazionale del Sistema Idrico Integrato.

D. Come vede da fuori i suoi ex compagni di viaggio del Movimento 5 Stelle? Rimpianti?
R. Temo che i nodi della mancanza di un confronto interno vero sui temi nazionali, della crescita delle percentuali in poco tempo con scarso radicamento territoriale e la distorsione della realtà internet alla stregua di obiettivo anzichè il suo utilizzo come semplice strumento, siano tre delle situazioni che stanno creando i problemi più evidenti all’interno del movimento 5 stelleMolte grosse contraddizioni vengono tenute sottotraccia per evitare di affrontare i problemi che porta con sè una realtà troppo variegata e questo non è un bene. In più sotto elezioni l'”ecumenicità” di talune non-scelte ad esempio sul tema migranti, sul tema antifascismo o sui temi macroeconomici sono pugni nello stomaco per chi come me ha condiviso un percorso, mettendoci volontà, impegno e competenze. Partendo dal presupposto che con molti “grillini” cuneesi sia eletti che militanti continuo ad intrattenere rapporti di confronto politico e di discussione costruttiva, assolutamente non c’è alcun tipo di rimpianto da parte mia: so di aver fatto e dato fino al novembre 2012 tutto quello che era nelle mie possibilità. Se mi permette una nota di sana autostima, sono sicuro che più che rimpianti da parte mia sia molto più facile che vi siano rimorsi da parte del movimento stesso, che ha perso per scelta propria qualcuno che avrebbe continuato a portare impegno e valore aggiunto all’attività politica e sociale. Ma forse meglio così: Io sono felice, soddisfatto e ho tantissimi stimoli come amministratore espresso da una realtà squisitamente civica e libera da ingessamenti legati ad una appartenenza partitica…
 
D. Perchè dunque il 4 marzo un elettore dovrebbe votare Potere al Popolo?
R. Per tutte le cose che le ho elencato prima, ma soprattutto perchè dalle situazioni che oggi preoccupano in ogni campo se ne esce solo mettendoci del proprio, e mettendolo in una forza politica che non faccia parte della composizione di quelle che delle situazioni di cui sopra si sono rese dirette responsabili. Dove era il no faremo il sì!

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